Le poesie del Terzo Millennio di Catello Nastro, in italiano e dialetto cilentano.
sabato 28 luglio 2012
Mezzo litro di barbera
MEZZO LITRO DI BARBERA
Notte fonda, buio immenso,
fantasmi che ritornano alla mente,
pensieri nascosti che nemmeno la psicanalisi
riuscirebbe a dipanare dal cervello.
Quando stai per cedere
anche la luce fievole di una candela
semi consumata dal tempo
può venirti in aiuto.
E quindi fai ricorso indiscreto
ai saldi di fine stagione
della dignità umana
per un umile appiglio alla vita.
Ed allora ti ritornano in mente
le doti dell’invitto guerriero
che, sebbene ferito alla mente
continua a lottare per sopravvivere.
Mezzo litro di barbera genuino,
per continuare a combattere
o solamente per dimenticare
una inutile battaglia finale.
Catello Nastro
agropolicultura.blogspot.com
Notte fonda, buio immenso,
fantasmi che ritornano alla mente,
pensieri nascosti che nemmeno la psicanalisi
riuscirebbe a dipanare dal cervello.
Quando stai per cedere
anche la luce fievole di una candela
semi consumata dal tempo
può venirti in aiuto.
E quindi fai ricorso indiscreto
ai saldi di fine stagione
della dignità umana
per un umile appiglio alla vita.
Ed allora ti ritornano in mente
le doti dell’invitto guerriero
che, sebbene ferito alla mente
continua a lottare per sopravvivere.
Mezzo litro di barbera genuino,
per continuare a combattere
o solamente per dimenticare
una inutile battaglia finale.
Catello Nastro
agropolicultura.blogspot.com
lunedì 16 luglio 2012
Pensieri sociali
IL RUMORE DEL SILENZIO
Attoniti, atterriti, sfiduciati, avviliti,
leggono notizie faziose sui giornali,
indipendenti, ma non si sa da che cosa,
non si capisce da chi non dipendono…
Forse dall’informazione tradizionale,
da quella faziosa o mercificata,
forse dall’asservimento per un tozzo di pane,
da un appalto fasullo, modificato o camuffato,
forse da un idealismo sballato dalle tangenti,
forse da un sistema radicato sulla corruzione.
Eppure si tira avanti, come se niente fosse,
ignorando i misfatti, nascondendo le tangenti,
abolendo i vecchi ideali dei padri traditi,
negando la storia che si confonde con la leggenda,
rendendo i ricchi più ricchi, con panfili e ville,
ed i poveri più poveri striminzendo le pensioni
di chi ha lavorato una vita intera,
onorando il lavoro, rispettando gli orari,
ubbidendo ai padroni, rispettando i doveri.
Il rumore del silenzio si accumula a montagne,
come avviene nella raccolta indifferenziata,
inquinante prati e boschi una volta verdeggianti,
ora ostello di zoccole e mosconi parassiti.
Il rumore del silenzio farà sentire la sua voce.
Stroncando il caporalato, il lavoro in nero,
il contrabbando, il traffico di droga,
la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la malavita,
la sacra corona unita, i club di tutti i parassiti.
Solo allora sorgerà un nuovo giorno
quando i figli potranno guardare in faccia i genitori,
l’operaio saluterà con rispetto il datore di lavoro,
il giovane promettente, ma senza raccomandazioni,
verrà destinato a più importanti mansioni,
e la fabbrica fabbricherà manufatti solidali,
che onoreranno una nuova società finalmente civile!
Attoniti, atterriti, sfiduciati, avviliti,
leggono notizie faziose sui giornali,
indipendenti, ma non si sa da che cosa,
non si capisce da chi non dipendono…
Forse dall’informazione tradizionale,
da quella faziosa o mercificata,
forse dall’asservimento per un tozzo di pane,
da un appalto fasullo, modificato o camuffato,
forse da un idealismo sballato dalle tangenti,
forse da un sistema radicato sulla corruzione.
Eppure si tira avanti, come se niente fosse,
ignorando i misfatti, nascondendo le tangenti,
abolendo i vecchi ideali dei padri traditi,
negando la storia che si confonde con la leggenda,
rendendo i ricchi più ricchi, con panfili e ville,
ed i poveri più poveri striminzendo le pensioni
di chi ha lavorato una vita intera,
onorando il lavoro, rispettando gli orari,
ubbidendo ai padroni, rispettando i doveri.
Il rumore del silenzio si accumula a montagne,
come avviene nella raccolta indifferenziata,
inquinante prati e boschi una volta verdeggianti,
ora ostello di zoccole e mosconi parassiti.
Il rumore del silenzio farà sentire la sua voce.
Stroncando il caporalato, il lavoro in nero,
il contrabbando, il traffico di droga,
la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la malavita,
la sacra corona unita, i club di tutti i parassiti.
Solo allora sorgerà un nuovo giorno
quando i figli potranno guardare in faccia i genitori,
l’operaio saluterà con rispetto il datore di lavoro,
il giovane promettente, ma senza raccomandazioni,
verrà destinato a più importanti mansioni,
e la fabbrica fabbricherà manufatti solidali,
che onoreranno una nuova società finalmente civile!
Catello Nastro
venerdì 13 luglio 2012
Agropoli. La scomparsa di Aniello Buccino
Aniello Buccino ci ha lasciati
LUTTO NEL MONDO DELLA CULTURA
E DELL’IMPRENDITORIA AD AGROPOLI
Il ricordo di Aniello Buccino, che ha lasciato questo mondo il 13 luglio 2012, era doveroso anche da parte di un amico, uno che lo stimava come imprenditore nella ristorazione caratteristica nel centro storico della cittadina capoluogo del Cilento, col suo ristorante pizzeria nel punto più panoramico di Agropoli alto, con una splendida vista sul mare e come amante di Agropoli e della sua storia. Il suo archivio, preziosissimo era sempre, e gratuitamente a disposizione degli studiosi e scrittori di storia locale. Dalla sua raccolta di documenti sono nati anche alcuni dei miei libri sulla storia e le tradizioni di Agropoli, personaggi illustri del passato ed eventi di vario genere. Proprio la settimana scorsa gli avevo mandato un gruppo di ospiti nel nostro paese provenienti dalla Toscana che desideravano fare una buona mangiata di pesce fresco. Li indirizzai al Ristorante Barbanera, da lui e dai figli gestito. Dopo due o tre ore, al ritorno dal centro storico, questo gruppo venne per ringraziarmi per l’ottima cena a base di pesce fresco ed anche…per il prezzo modico. Il grande pregio di Aniello Buccino era la disponibilità: verso tutto e verso tutti. Nella chiesa della Madonna di Costantinopoli, affollata, come pure tutta la piazza, centinaia di amici hanno voluto salutare per l’ultima volta un grande amico, un grande uomo di cultura ed amante della sua città, un grande ristoratore che ha lanciato, a suo tempo, il centro storico della cittadina cilentana con le sue pizze caratteristiche e la sua ottima cucina. E perché no: anche per i prezzi modici. E’ doveroso un ricordo dell’amico Aniello Buccino in special modo da chi ha usufruito, gratuitamente, varie volte, del suo archivio storico. Addio Aniello, gli amici ti ricorderanno con grande affetto ed amicizia.
Catello Nastro
lunedì 9 luglio 2012
martedì 3 luglio 2012
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