sabato 22 dicembre 2012

21122012

21122012
LA FINE RE LU MUNNO

Viennerì re lu’ mese re ricembre,
propeto sotto a li feste re Natale,
s’era sparza pe’ lu munno na voce
che ‘ng’avja mette ‘na jurnata ‘n croce.
‘Avja succere lu giurizzio universale
c’avìa ‘ngappà ggente a quintale,
e sprufunnanno sempe cchiù ‘nfunno
 l’avìa  fa scenne all’autu munno.
Cu’ cuorni e curnicieddi,
cu’ li ccorna re li mugghiere,
c’ amuleti e stregonerie,
penzavano tutti r’aesse pe’ n’auta via.
‘Ngè stato pure quarche perucchiuso,
ca’ pe’ tene li sorde cchiù  a lu’ ‘nchiuso,
l’avìa livati ra la banca a lu’ paese
e l’avìa annascunnuti  sottà ‘na panca.
Ggente ca’ nunn ‘era ajuta maje a la Chiesa,
se sentìa tre messe a lu’ juorno,
se cumbessava, facìa penitanza,
aspettanno la fine re lu’ munno
cu’ rassegnata pacienza.
‘Ngè stato pure chi ha avuto paura
e s’è menato cu’ la capa rint’ a lu’ muro.
Tutt’à nuttata nisciuno ha rurmuto,
e senza parlà se ne steva muto.
Le vicchiarelle cu’ lu Rusario ‘mmani,
sgranocchiavano chianu chianu li ggrani,
raccummannanseso l’anema a Dio,
e speranno ca’ già all’opera stia.
Ma li giuvene ca’ nun stiano quiete,
se ne jetteno a li discoteche,
e ballanno, fumanno e tremmanno
priavano a Dio re campà cocc’at’anno.
Ma aroppa ca s’erano ‘mbriacati
pure le priere s’erano scurdati.

PERCHE’ LA FINE DEL MONDO
NON C’E’ STATA’???
Lu’ riavulo, ca’ stìa a lu’ ‘mbierno,
all’Ufficio re l’Accettazione,
telefonao a lù Paravisi,
pe’ sente là cumme stevano misi..
Iddo, puverieddo, tenìa paura
r’acchiappà troppa assaje ggente,
ca’ rint’à la vita era stata assaje malamente,
crianno accussì nu’ sovraffollamento,
cumme già capita ‘nzimma la terra.
“Addò li mittimo tutti quanti,
si ra acca’ simo ggià chini re puliticanti?
Accà ‘ngè ggente  ca pe’ nu’ rotulo
re carta pe’ s’annettà lu culo,
s’è fatta fa ‘na fattura
ca’ si ha purtava addo’ salumiere
puteva magnà tutto lu quartiere.
Mariuoli, zoccule e ricuttari,
camorristi, mafiosi e futtarenari,
accà la pena hanna scuntari.
Lu’ ‘mbierno è abbitato ra ggente
ca ha campato troppe malamente.
Ha affamato la populazzione
e mo’ volessero sistemazione???
Pi’ tutto chesto, caro cullega re lu Paraviso,
io lu’ saccio ca paricchi avessero essere ‘mbisi,
ma propeto a causa ‘e stu’ affollamento,
spustamo la fine re’ lu’ munno in autro momento.

Catello Nastro

COMMENTO
Mercoledì 21 gennaio si doveva verificare la fine del mondo. Molti – ma fortunatamente non tutti – hanno immaginato che si trattasse della solita “bufala” e quindi hanno trascorso la loro giornata come al solito lavorando e facendo altre cose più o meno lecite agli esseri umani. Il più preoccupato è il direttore dell’Ufficio Accettazione Anime all’Inferno. Siccome i peccatori sono la maggioranza è logico che andranno all’Inferno. Politici ladri e disonesti, strozzini, camorristi e mafiosi in genere, sfruttatori della povera gente, pedofili, rapinatori certamente non saranno destinati in Paradiso. La maggior parte creerebbe un super affollamento dell’Inferno che gli addetti a questo luogo di pena eterno, dove non esistono amnistie o indulti, raccomandazioni di politici o di camorristi, creando uno scompiglio all’inferno. Alcuni ci hanno creduto alla fine del mondo, ma la maggior parte, per la verità l’ha ignorata. Alcuni addirittura l’hanno sfruttata ai fini turistici. In tempo di recessione tutto fa brodo per aumentare le entrate. Fatto sta che ancora una volta il terribile evento catastrofico non si è verificato. Almeno…fosse servito per rendere i buoni ancora più buoni ed i cattivi meno cattivi. Buon Natale e Felice 2013 a tutti i miei lettori ed alle loro famiglie. Arrivederci alla prossima fine del mondo. Sperando che si tratti ancora una volta di una bufala!!!
Catello Nastro

venerdì 21 dicembre 2012

Recensioni critiche di arte figurativa

Artisti del Cilento
ad Agropoli in Presepe
recensioni di Catello Nastro

MARIA ROSARIA VERRONE

Continuano i successi in Italia ed all’estero dell’artista, a mio avviso, più incisiva e significativa del Cilento: Maria Rosaria Verrone.  La sua arte pittorica desta l’interesse del pubblico e della critica più qualificata in campo nazionale. Ci piace riportare alcune note di illustri critici d’arte italiani, sulla pittura di Maria Rosaria Verrone, che cerca, nelle su tele, di riportare un messaggio nuovo, e nella forma e nel contenuto. Sulla sua arte è stato scritto. “La pittrice Maria Rosaria Verrone descrive con forza e realismo un mondo in cui la natura diventa indissolubilmente legata alla donna fino alla trasfigurazione.  Così gli alberi assumono sembianze umane che esaltano le forme femminili, riecheggiando antichi miti e leggende quasi ad immergerci in una visione panteista.  Gli alberi e la donna sono al centro della sua ispirazione, come se si integrassero tra loro per riportarci ad una visione genuina della vita.  Il tratto pittorico è forte e deciso, l’impianto scenico costruito con attenzione teatrale, la tonalità vigorosa con richiami mediterranei, il cromatismo teso ad esaltare i soggetti circonfusi di un’aurea quasi magica esaltata dalla nudità.  Donne forti e sinuose che esprimono una sensualità naturale a volte attenuata da un’atmosfera onirica.  Maria Rosaria Verrone riesce ad esprimere con forza una concezione femminile della natura integrandola con la grazia e la sensibilità che le permettono di farsi riconoscere come artista di grande livello.”  Emilio Bianchi  ( Direttore della Accademia  e  critico d’arte della galleria “Centro Storico” di Firenze)    Febbraio 2008 - “Maria Rosaria Verrone”  è giunta ad una sintesi pittorica che si basa su tre elementi che andrò a spiegare:  l’ interpretazione “estetica – esteriore” della figura umana femminile che superbamente si presenta nella sua bellezza, entrando  in evidente contrasto con un’espressione interiore che suscita nell’animo dell’osservatore, riflessioni e meditazioni su ciò che IL  BELLO – IL TORMENTATO; secondo elemento l’abilità della realizzazione che è evidente sia nel segno, quanto nella stesura coloristica;                                                                                                                  terzo una tavolozza variegata e favolosa. La Verrone imprime nel quadro L’ANIMA, completa di ogni emozione o vibrazione e lo sa fare con grande stile pittorico.” Professoressa  Carla Marino - Associazione Culturale “Art – Rebels” - San Lorenzo a Mare  Imperia. Marzo 2006  -   “Un’artista messasi in rilievo per le sue importanti esposizioni personali, presentando opere che hanno suscitato notevole interesse da parte dei visitatori e dei critici d’arte. Ha partecipato a numerose collettive nazionali ed internazionali riscuotendo prestigiosi premi.  Un’artista che predilige la figura femminile rappresentandola attraverso una pittura armoniosa, bellissima per la sua personale tecnica, per la delicatezza del segno e la aromaticità del colore che testimoniano la sensibilità e lo stato d’animo dell’artista.  Le sue opere sono da ammirare soprattutto per le sue vibranti e delicate pennellate, e per la sensibilità con la quale riesce ben a descrivere questi longevi corpi femminili posti in primo piano sulle tele, mentre a fare da sfondo è il meraviglioso mare ricco di tonalità di verdi e blu.”  Settembre Sossio critico d’arte della Galleria “Centro Storico” di Firenze -             (Aprile 2006)

*****

ENZO MAROTTA

Artista salernitano, nato a Laurino ha avuto quasi da sempre la passione dell’arte. E’ un autodidatta e non ha frequentato alcuna scuola di pittura. Da alcuni anni ha fondato, con altri artisti che condividevano la sua passione ed i suoi ideali artistici, l’Accademia Cilento ed oltre. Ha partecipato a varie mostre nel Cilento proprio per la passione di immortalare queste contrade nelle sue opere. Ha partecipato a concorsi, mostre collettive ed ha allestito varie personali, riscuotendo dovunque unanimi successi. I fiori, gli umili protagonisti del quotidiano del Cilento, i monumenti, molto bello l’olio su tela raffigurante il “Ponte di Felitto”, riprodotto in tutta la sua mastodontica ed avveniristica architettura. Con eguale amore tratta il paesaggio, i fiori e le figure umane. Molto significativo un “Ritratto di bambino” che riesce a comunicare , attraverso la profondità dello sguardo, i supoi reconditi quanto enigmatici problemi di fanciullo. Pur mantenendo una linea, per così dire classica o tradizionale, è da ritenersi un innovatore per l’uso dei colori e per la felice scelta dei soggetti da immortalare nelle sue tele.

Catello Nastro - 2012

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MARIA ROSARIA VERRONE

GIà  tempo addietro abbiamo avuto modo di esaltare la figura femminile creata  nelle sue molteplici opere.  Maria Rosaria Verrone, un’artista esuberante, domina la tela in un mix di dolori e soggetti che accomunano la figura femminile ai fiori. Un abbinamento ovvio, perché anche a noi, miserabili mortali, non dominatori della tavolozza e dei pennelli, viene spontaneo l’abbinamento di una bella figura di donna ad un fascio di rose rosse. Nella produzione pittorica della Verrone sia il volto della donna che i fiori, acquistano dignità artistica creando un insieme inscindibile che, abbinato, da luogo a delle tele incantate ed uniche. Maria Rosaria Verrone nella sua produzione omogenea non si ripete mai. Oserei dire che ogno donna che rappresenta ha una sua carta di identità personale ed unica. Anche gli stessi fiori, naturalmente variopinti ed esuberanti, riescono ad avere dignità artistica singolare. Un’artista, la Verrone, della quale sentiremo ancora parlare…ed in positivo, naturalmente. (dicembre 2012)

Catello Nastro- 2012

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ROCCO CARDINALI

Un altro artista salernitano, nato a Montano Antilia nel 1951. Pittore bravo, scultore bravissimo. Anche perché cimentarsi nella fusione in bronzo ci vuole tenacia, certezza e coraggio. Else Mogensen scrive:” I bronzi di Rocco Cardinali ricordano le raffigurazioni di Amore e Psiche, ma sono caratterizzate da un sapore moderno e richiamano alla mente Wilhelm Lembruch, con le loro forme allungate che trasgrediscono la natura. La potenza espressiva della figura in bronzo fuso ne esce ingigantita ed acquista a pieno merito il titolo di scultura artistica.

Catello Nastro - 2012

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SORGENTE

Ad una prima osservazione inconscio e fantasia sembrano i motori di ricerca della pittura di Sorgente, Sergio Falossi, uno dei più
 stimati critici d’arte, parla di un mix di surrealismo. Fantasia cromatismi e segni poetici. Una interpretazione esatta ed allo stesso tempo incisiva ed esatta. M il mondo onirico, esposto con , trova diversa collocazione in particolare modo se analizziamo il cromatismo delle opere che sembrano addirittura non fagocitare lo spirito artistico che muove l’autore ad una siffatta composizione forti contrasti o forzature che sembrano a primo acchito artificiose proprio per ammorbidire i concetti espressi pur sempre in maniera abbastanza accessibile. Sembra quasi che l’ideatore, o programmatore della mostra plurima, abbia voluto apposta fare un abbinamento multi espressivo per portare per mano il visitatore ad una autoguida della sala che ospita le opere dei suddetti. Consiglio innanzitutto di visitare la mostra, e la sala in questione imn primis, per capire meglio le varie espressioni artistiche attraverso la forma il cromatismo, l’espressione, la corrente seguita ed infine tirare le somme per dare un sereno ed equilibrato giudizio. Un giudizio dato dopo che il visitatore  ha capito, anche in minima parte, il messaggio, ma anche lo sforzo per comunicare.

Catello Nastro - 2012

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ALFREDO RAZZINO

Nato a Civitavecchia,cilentano di adozione artistica, è forsr il pitture, tra tutti i sovra citati che conosco prima. Diciamo oltre un decennio,avendo in comune personali, collettive, estemporanee, concorso, lui come artista pittore, io come critico dall’altra parte dell barricata. Il dilogo artisti ccon Alfredo Razzino è stato sempre avulso dall’amicizia. Anche grignando i denti l’amico Razzino recepiva il messaggio critico solo dopo un’attenta analisi. Da questo connubio è scaturita una produzione pittorico di tutto rispetto. Alcune sue opere rasentano se non addirittura toccano la poesia. In fin dei conti l’artista non può essere mai arrivato alla meta: qualunque sia l’interpretazione che si da alla parola meta. L’arti, anzi il vero artista, si trova sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, sia esso il bel volto di una fanciulla cilentana, sia una scena campestre, sia il volto di un vecchio rugato dal sole, dalla fatica e dall’etàavanzata. Alfredo Razzino è tra quelli che vanno alla ricerca di nuove immagini, siano materiali o meno, per rappresentarle sulla tela. Solo in questo modo anche un fiore selvatico e non conosciuto delle colline cilentane acquisterà la sua dignità artistica.

Catello Nastro - 2012

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NADIA MIGLINO

Già lo scorso anno, visitando la stessa collettiva d’arte, attirò la mia attenzione un Cristo imponente, maestoso nella sua maestosità, che rappresentava le ferite e la sofferenza, ma, nello stesso tempo
sembrava quasi rappresentare tutta la Cristianità. Mi soffermai di fronte al dipinto per alcuni minuti per cogliere la capacità descrittiva dell’artista che veramente aveva saputo cogliere il “pathos”, la sofferenza cosmica di chi si era sacrificato per gli altre. Il dipinto presentato in questa edizione non è a soggetto sacro, ma umano. Anzi fin troppo umano, rappresentante la terza età, in questo caso avanzata o addirittura prolungata. A tale proposito leggevo l’altro giorno un’indagine statistica che affermava che ad Agropoli vivono circa dieci ultracentenari. E vi pare poco…anche ai fini turistici!!! Una vecchietta campagnola, nella sua atavica dignità, un mezzo busto con un volto ordinato e le braccia conserte al petto, con le mani chiuse a pugno, a prima vista sproporzionate al resto del corpo umano presentato, ma riflettendoci bene, quei pugni, quasi facenti parte della storia contadina del Cilento, sembravano grandi proprio per rappresentare la storia della donna del Cilento antico. Quella che combattè affianco ai briganti, portando acqua e cibi sulle montagne dove si annidavano e  si nascondevano pure. Sono oramai cinquanta anni che scrivo d’arte ed è la prima volta che ricevo un messaggio così potente.

Catello Nastro – 2012

Natale 2012
E ch’aggià fa pe’ riale ‘e stu Natale
si r’amici ne tengo a quintale?
Vulesse rialà ‘nu presutto
re puorco cilentano.
Ma è difficile a truvà…
Accà ‘e presutti arrivano  ‘a luntano.
Vulesse rialà  ‘na spasella ‘e pesce frisco
appena arrivate ‘o puorto
ca’ paranza ‘e zi Vicienzo:
so’ frischi si, e se moveno ancora:
ma costano assaje.
Vulesse rialà ‘nu fiasco ‘e vino tuosto
ca’ m’ha purtato n’amico ra’ campagna.
Ma aggio assaggiato: tene ‘na bella abbuccata.
E mo’ lassateme sta: ch’armeno a Natale
m’ha voglio fa ‘na bella ‘mrbriacata!!!
Catello Nastro

mercoledì 19 dicembre 2012

Botti di capodanno ("2011)

E’ CADUTA UNA  STELLA
E’ caduta una stella:
ma a niente vale:
la stella è caduta
dall’albero di Natale.

Forse si sarà stancata
di farsi promotrice,
in mezzo a variopinti doni
di tante moderne innovazioni.

Migliaia son le stelle
brillanti nella notte:
sono le costellazioni
che scrutano turbolenti situazioni.

Sembran tutte  in coro
invitare alla cosmica pace.
ma ognuno va per la sua strada:
osserva, giudica e poi tace.

Solo il poeta, in un contesto
sporadico con falsi uditori,
alza gli occhi al cielo
cercando  Nostro Signore.

Catello Nastro

E’ CADUTA UNA  STELLA

E’ caduta una stella:
ma a niente vale:
la stella è caduta
dall’albero di Natale.

Forse si sarà stancata
di farsi promotrice,
in mezzo a variopinti doni
di tante moderne innovazioni.

Migliaia son le stelle
brillanti nella notte:
sono le costellazioni
che scrutano turbolenti situazioni.

Sembran tutte  in coro
invitare alla cosmica pace.
ma ognuno va per la sua strada:
osserva, giudica e poi tace.

Solo il poeta, in un contesto
sporadico con falsi uditori,
alza gli occhi al cielo
cercando  Nostro Signore.

Catello Nastro

mercoledì 28 novembre 2012

Poesia napoletana invernale

NUN  TENGO NIENTE ‘A SCRIVERE

Chiove a zeffunno ammiezz’a via:
nun pozzo ascì manco co’ nas’afora.
So’ viecchio e so’ malato,
so’ fracito e nalandato
e pure si me metto
tre cappotte  ‘nguollo
sento ‘nu  friddo ‘muoll muoll.
Propete ajeri, addò miereco,
pe’ me fa signà e‘ mmericine,
m’arraccummannato ‘e sta’ ‘occavere
e me riguardà ‘o cchiù possibile.
“Grazzie duttò, ca’ cumm’à ‘nu frate
overamente me trattate.”
"A causa nunn’è chesta…
Tu si miezzo nguaiato,
io nun vulesse perdere
n’atu mutuato!!!”
E senza ca' te faje 'na rattata!!!

Catello Nastro


domenica 25 novembre 2012

In cima alla collina

IN CIMA ALLA COLLINA




E quando sarò arrivato,


in cima alla collina,


sorveglierò attentamente


i virgulti del mio giardino,


le mie propaggini,


l’antica quercia,


contornata di steli


di rose rosse rigogliose,


eleganti e rugiadose,


monocromatiche ballerine


in un verdeggiante palco


rigurgitante vita vera,


con colori e protagonisti


naturali e non artefatti,


che non sono passati in sala trucco,


che si presentano al vecchio guerriero,


stanco di combattere una battaglia senza fine,


che non vedrà vinti né vincitori.


Sarà una visione cosmica


in un rimescolìo di singolo e collettivo.


Rivedrò i fiori più belli del mio giardino


e poi mi presenterò, senza la solita presunzione,


al giudizio dell’Arbitro titolare.




Catello Nastro


lunedì 19 novembre 2012

Mostra di foto di Michele Angelillo ad Agropoli

Interessante mostra fotografica ad Agropoli

“CONTAMINAZIONI” di MICHELE ANGELILLO



Al Palazzo Civico delle Arti, ad Agropoli, nella rassegna artistica organizzata e curata da Antonella Nigro, sempre sensibile alle nuove sollecitazioni figurative e letterarie, sotto ogni forma, dal 17 novembre 2012 al 6 gennaio 2013, nei saloni della ex Scuola Media sovrastante il porto e con visione panoramica del bellissimo centro storico, Mostra Personale di foto artistiche di Michele Angelillo dal titolo “Contaminazioni”. Michele Angelillo, noto medico radiologo di Napoli, ma amante di Agropoli e del Cilento, dove trascorre tutto il suo tempo libero passa dalla radiologia alla fotografia con naturalezza. Quale connessione ci possa essere tra la professione e la passione per la fotografia riesce arduo immaginare. Molte opere, a colori, rappresentano figure antiche su paesaggi e sfondi recenti. La figura umana del mondo classico, in particolare, mi ha colpito per la naturalezza con la quale è stata sovraimpressa sull’immagine di sfondo. Essa, infatti, sembra quasi uscire dalla cornice e venire incontro al fruitore dell’opera d’arte. Perché anche la fotografia merita una giusta collocazione nel mondo dell’arte come espressione pura dello spirito. In questa visione tridimensionale anche il nudo non decade mai nella volgarità, come sovente capita nel mondo informatico e nella stessa arte figurativa grafico-pittorica. Questa tecnica di sovrimpressione, da non confondere col collage, che è tutt’altra cosa, conferisce alla fotografia “trattata”, dignità artistica personale ed originale. Parlare di mondo metafisico, fantastico, surreale o addirittura onirico significa dare un’etichetta alla produzione fotografica di Michele Angelillo. Parlare invece di innovazione nella tecnica e di poesia espressiva è lecito. Ma questa, come tutte le esposizioni interessanti, va visitata e rivisitata.



Catello Nastro

agropolicultura.blogspot.com

domenica 18 novembre 2012

Conddividere il pensiero

CONDIVIDERE IL PENSIERO



Catello Nastro, autore di questo blog, autorizza tutti i visitatori a condividere, in qualsiasi maniera, informatica o cartacea, i contenuti del blog, per intero e senza apportare modifiche o commenti, citando naturalmente la fonte e l’autore pur lasciando ai visitatori eventuali la possibilità di commentare. Questo, in un progetto ampio della diffusione del pensiero libero, non asservito a questa o quella parte politica, anche perché la cultura, la poesia e l’informazione in genere, non possono essere asserviti. Il tutto per quanto consentito dalle leggi in merio. La democrazia parte dalla libera informazione. Per contattare l’autore: catellonastro@gmail.com.

Grazie.

Catello Nastro

martedì 13 novembre 2012

'A VALANZA (La bilancia)

‘A VALANZA




E’ propeto inutile

ca t’ha pigli

cu’ chisto o chill’ato:

c’a valanza pènne

sempe a ‘nu lato.



Accà ‘nge sta chi magna

a ddoje mane

e chi nun tene

manco ’e sorde po’ ppane.



E’ inutile ca’ preje

‘o Pataterno Onnipotente,

pecché ‘ngoppa ‘a faccia

‘e munnezza ‘e ‘sta terra

chi cchiù tene

ancora cchiù afferra.



Emmo’ abbasta,

ca’ ci’hanno scucciato,

pecché song’uno

cchiù fetiente e chill’ate



Facimme quarcosa,

jammo a vuttà ‘e mmane,

ca’ jenne annanze

e chistu passo

nun tenimmo ‘e sorde

manco pe’ pavà ‘e tasse!



Catello Nastro



TRADUZIONE A SENSO



LA BILANCIA



E’ inutile che te la prendi con questo o quell’altro, perché la bilancia pende sempre da un lato. Sulla terra ci sta chi mangia a due mani e chi non ha nemmeno i soldi per il pane. E’ inutile persino pregare Iddio Onnipotente, perché su questo pianeta pieno di immondizia, ci sono i ricchi che diventano sempre più ricchi, ed i poveri sempre più poveri. Adesso basta perché siamo stanchi di sopportare, facciamo qualcosa, altrimenti un domani non avremo nemmeno i soldi per pagare le tasse e le spese di prima necessità!



domenica 11 novembre 2012

NOVEMBRE 2012 - Meditazioni

NOVEMBRE 2012

E’ senza dubbio il mese della riflessione e della meditazione che pone fine alla vacanze di alta stagione ed anche a quelle di bassa. Le attività goderecce dei villeggianti in genere si trasformano presto in ripresa del lavoro e delle normali attività umane. Ma il mese di novembre, è in attesa di quello di dicembre e quindi delle altre feste religiose e civili, in parole concrete Natale e Capodanno. Un altro anno è terminato. Si appendono i nuovi calendari alle pareti, scegliendo tra i più belli ed i posti più indicati, che di solito sono sempre gli stessi e poi si continua il ciclo vichiano nel piccolo e nel privato, nel grande e nel pubblico. Chi di mesi di novembre ne ha visti e vissuti oltre settanta, incomincia a tirare le somme di quello che ha fatto e di quel poco che ancora gli resta da fare. Sia ben chiaro che questo non è un discorso di un piagnone, di un pentito, di un terrorizzato di un qualcosa di soprannaturale che lo sovrasta. La serenità è alla base della vita vissuta e di quella tranquilla che si auspica possibilmente ancora lunga e piena di sole e soddisfazioni, sorrisi di bimbi e vincite al tressette con l’amico del cuore nelle serate trascorse al centro sociale o nei vari locali pubblici. Momenti di relax, di giusto e meritato riposo, ma anche momento per tirare le somme dei valori accresciuti durante la presenza sul pianeta. Valori spirituali e valori materiali. Già ho scritto tempo addietro, ed ampiamente pubblicizzato, il concetto di “COSE INUTILI”. Parto dal preconcetto che le cose della vita si dividono in quelle materiali ed anche, e principalmente, in quelle spirituali. Alle cose materiali ci sta un limite di arricchimento quantitativo. In termini pratici, uno che vive oggi con un profitto mensile di duemila euro, può, a mio avviso, ritenersi soddisfatto e non rincorre “il vil denaro”, magari sottraendolo a chi vive con la pensione sociale di quattrocento euro al mese, la maggior parte dei quali spesi in visite mediche o in farmacia. Anche perché ad una certa età molti alimenti ricchi di grassi, zucchero ed alcol, non si possono più consumare in quantità come si faceva qualche decennio prima. I valori spirituali iniziano il loro percorso dalla famiglia per poi sfociare, in campo più vasto, nella società. Cosa c’entra? La Solidarietà dove la mettiamo? Diceva Madre Teresa di Calcutta: “ Il mondo ha più bisogno di amore che di pane.” Riflettiamo ampiamente su queste parole. Non possiamo amare i nostri figli ed odiare o disinteressarci di quelli degli altri. La Solidarietà è la più grande azienda virtuale a livello cosmico. Superiore anche a Facebook del quale mezzo di comunicazione informatico se ne fa buon uso, ma negli ultimi tempi anche cattivo utilizzo, certamente non educativo per i giovani. E proprio su questo argomento ho letto che, in America, almeno il trenta per cento degli utenti si è cancellato da questo innovativo mezzo di comunicazione di massa. Anche lo scrivente ha la sua bella pagina su Facebook, sul quale molto probabilmente, verrà pubblicato il presente articolo che, nella sua stranezza espositiva, deve essere considerato sempre di carattere sociale. Novembre è il mese dei Santi e dei Defunti. Da qualche anno abbiamo importato anche la festa di Hallowen, che con la nostra cultura non c’entra un cavolo e provoca solo serate da sballo in discoteca rappresentando una svolta, a mio avviso negativa, che va contro la nostra cultura cattolica e certamente non è educativa per i giovani. Gli incidenti che si verificano durante questi notturni e lugubri festeggiamenti sono il risultato finale di una godereccia società giovanile autonoma si, ma sovente allo sbando. Ma novembre, in fin dei conti è anche il mese che annuncia l’autunno-inverno, con gli alberi spogli ed orfani di foglie, che sonnecchiano fino alla primavera per ripresentarsi cresciuti e verdeggianti di foglie novelle, e apportatori di fresca frutta e verdura. E’ il ciclo della vita: vegetale ed animale. Ma l’uomo, pur facendo parte di quest’ultima categoria, sembra aver trovato il sistema per sovvertire il grande e perfetto progetto della natura. Novembre è il mese della riflessione, del raccoglimento, della riaccesa del camino, della meditazione, della visita ai defunti, che hanno rappresentato ed in molti rappresentano i punti di riferimento del nostro passato, facendoci meglio capire cosa significa passato, evoluzione ed involuzione, lotta per la libertà, dignità e sobrietà di vita. Il sovvertimento dei valori materiali sembra procedere di pari passo con quello dei valori spirituali. Solo che esiste, a mio avviso, un limite ai valori materiali, per sviluppare meglio quello che gli economisti chiamano profitto, mentre non esiste nessun limite ai valori spirituali: come La Solidarietà. Per questo “Cose inutili”



Catello Nastro

lunedì 5 novembre 2012

'E FIGLIE 'E RIMANE

‘E FIGLIE ‘E RIMANE



Cumme s’ha passeno

‘e figlie ‘e rimane

sulo ‘o Pataterno

ho pote sapé.



Si faranno buon uso

r’e’ ccose ‘nventate,

camparranno sennz’ombra

alcuna meglie ‘e ll’ate.



Nuje ca’ simm’asciute

ra ‘na guerra senza pietà,

quanno se magnava

appetito cu’ ‘a famma.



Mo’ ca’ teneno

ogne forma ‘e ricchezze,

pare ca stessero

ammiezz’a munnezza..



Guardate arreta

pe’ sturià ‘e guaje fernute.

Guardate annanze

pe’ nunn'è ffa cchiù!



Catello Nastro









TRADUZIONE AD SENSUM



Come se la passeranno le nuove generazioni solo Iddio lo sa. Se faranno buon uso della moderna tecnologia, senza dubbio vivranno meglio di noi che siamo nati durante la guerra quando si mangiava l’appetito con la fame come companatico. Adesso che i giovani hanno ogni tipo di ricchezza sembrano quasi, alcuni, vivere nell’immondizia e nel vizio. Giovani, studiate la storia del passato per notare i guai combinati dalle vecchie generazioni e cercate, voi, di non farli più!