CASA DI TOLLERANZA
La casa dei tortellini, la casa vinicola, la casa del buongustaio, la casa dei salumi e dei formaggi, la casa del pane, la casa del pesce, eccetera, eccetera. Ci sta pure la casa in città, la casa in montagna, la casa al mare, la casa in campagna, la casa di riposo, la casa di villeggiatura, la casa mobile, la casa di cura, eccetera, eccetera. La casa del fascio, la casa del popolo, la casa delle libertà… In un’altra casistica troviamo anche la casa di piacere, la casa chiusa, la casa di tolleranza. Ma in questo scritto, dopo cinque mesi di “silenzio stampa”, non tratterò dei vari tipi di casa, né tantomeno della casa di tolleranza, ma… solo di tolleranza. Tolleranza verso gli anziani, verso chi crede ancora in certi valori ritenuti da altri preistorici, verso chi crede nella poesia che segue ancora schemi classici pur usando linguaggio e tematiche diverse, verso chi crede nel valore sociale della comunicazione, in questi ultimi tempi facilitata dai nuovi mezzi informatici, quasi gratuiti, mentre, al contrario, il vecchio supporto cartaceo è aumentato di costo a dismisura rendendo quasi impossibile ad un pensionato dello stato dare alle stampe una propria silloge. Sì, ci sono gli editori…ma quale editore pubblicherebbe, a proprie spese, una raccolta di versi di un poeta di periferia, anzi della periferia della provincia, come lo scrivente? Ed ecco, allora, che imbocchiamo, senza nemmeno pagare il fitto ad equo canone, la porta della casa dei poeti. Qui conosciamo gli altri condomini. Gente come noi, che ama scrivere ( in versi o in prosa), che ama ricevere commenti (positivi o negativi), che ama commentare ciò che scrivono gli altri, che ama addirittura dialogare pubblicamente tramite i commenti o privatamente tramite le e-mail, che ama esternare i propri sentimenti, gli stati d’animo, le emozioni, le visioni personali e le considerazioni su un episodio di vita vissuta o immaginaria, come la nascita di un figlio o la perdita della madre, un imprevisto incontro d’amore o la morte del gatto. Sono momenti, questi, che vanno rivisitati in un’ottica diversa: per chi scrive e per chi legge e diversa, ancora, per chi commenta. Per circa cinque mesi, volutamente, non ho commentato, pur avendo sovente letto, le pubblicazioni dei poeti e degli scrittori de un sito validissimo. L’ho fatto come pausa di riflessione, come sciopero( anche se nessuno se ne sarà accorto!), per rispetto verso coloro che mi hanno degnato di un loro commento positivo, per rispetto verso coloro che mi hanno degnato di un loro commento negativo, e, a tal proposito, per la paura di incorrere nel cosiddetto improperio di ritorno ( tu offendi me ed io offendo te…). E’ probabile, anzi è perfettamente naturale che, a questo punto, qualcuno pensi che mi sia adirato per commenti negativi ricevuti nelle ultime “esternazioni” . Assolutamente!!! Se riprendo a scrivere su questo sito dopo cinque mesi significa solamente che credo nell’alto valore della comunicazione, del confronto onesto e sincero, nel dialogo. Ma quando si afferma che io abbia approfittato per fare propaganda politica, o addirittura di essere un inquisitore di stampo medioevale o di essere in mala fede, non lo accetto. Come pure non accetto giudizi e sentenze sommarie da chi non è riuscito a leggere appieno il mio messaggio perché talvolta ermetico. Quando non me la sento di dare un oculato giudizio, contenutistico o formale, su uno scritto di altri ospiti di questo sito, scrivo “No comment!” proprio per indicare che ho letto con interesse una poesia o un racconto, ma non me la sento di fare un commento obiettivo. In altro loco ( o sito) mi è capitato che, avendo scritto dei versi contro i “cravattari”, un tizio mi ha riempito di improperi, ritenendosi offeso perché portava sempre la cravatta. Il tizio (ignorante) ignorava che il cravattaro non è l’uomo che porta la cravatta, ma lo strozzino, l’usuraio, quello che arricchisce sulle disgrazie degli altri, quello che presta i soldi ad usura con interessi del cento per cento non all’anno, ma al mese. Anche io, come voi, ho il diritto di esprimere attraverso questo o quel sito , altri o miei siti, le mie idee. Voi potete commentarle, anche negativamente come fanno molti, ma non avete nessun diritto di offendere non solo me, ma anche gli altri frequentatori del sito: primo perché ho il coraggio di sottopormi al vostro giudizio; secondo perchè ho il coraggio di presentarmi col mio nome e cognome reale; terzo perché sono anziano; quarto perché ultrasessantenne mi sono adeguato a internet; quinto perché non ho mai offeso nessuno. TOLLERANZA! Amici del sito…TOLLERANZA! Penso che se, nel mondo, si aumentasse la dose di tolleranza verso chi ha la pelle di un colore diverso dalla nostra, chi ha un Dio diverso dal nostro, chi ha una visione politica diversa dalla nostra, chi tifa per una squadra di calcio diversa dalla nostra, chi è diverso perché è diverso, potremmo convivere, su questa casa immensa che si chiama “terra”, pacificamente, senza discriminazioni razziali, senza guerre, senza inutili diatribe politiche, senza violenza negli stadi, senza soprusi, in una “globalizzazione geneticamente modificata”, in un mondo senza dubbio migliore. Sono scampato ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ad un infarto ad appena trent’anni, ad una operazione alle coronarie a sessanta, a minacce di morte per i miei articoli contro la speculazione edilizia degli anni ’70, a tentativi di estorsione, truffa, pizzo, eccetera, eccetera. Sono cinquant’anni che scrivo poesie. “ MEGLIO UN POETA SENZA LETTORI CHE UN POPOLO SENZA POETI”. P.S. Scusate il disturbo! A voi i commenti, ma…tolleranza!!!
Catello Nastro
Le poesie del Terzo Millennio di Catello Nastro, in italiano e dialetto cilentano.
giovedì 28 ottobre 2010
sabato 16 ottobre 2010
Costituito il comitato "Amici di Francesco Scarpa" ad Agropoli
Agropoli
COSTITUITO IL COMITATO “AMICI DI FRANCESCO SCARPA”
Agropoli – Si è costituito il comitato culturale “Gli amici di Francesco Scarpa” lo studente prematuramente scomparso il 26 gennaio del 1996, dopo una lunga ed intraprendente lotta per la costruzione del nuovo edificio del Liceo Scientifico di Agropoli. Il comitato, guidato dal collega Lorenzo Barone nella veste di presidente e in quella di coordinatori il professore Catello Nastro ed il professore Rosario Scarpa, questo ultimo papà del compianto giovane, la cui anima “benedetta” ebbe a volare in Paradiso, quando non aveva ancora raggiunto l’età maggiorenne, ossia quella del diciottesimo anno. Il sopra citato comitato “Gli amici di Francesco Scarpa”ha lo scopo di chiedere all’Amministrazione Comunale della Città, alla cui guida ben si distingue l’avvocato Franco Alfieri, l’intitolazione del plesso scolastico in via di ultimazione, alla memoria di Francesco Scarpa. I promotori della richiesta, hanno conosciuto a suo tempo il giovane rappresentante d’istituto ed apprezzate le sue doti morali ed umanitarie, nonché la nobiltà dei suoi ideali sul cammino della legalità e del diritto degli studenti. In alternativa della richiesta di cui sopra i firmatari della presente petizione desidererebbero l’assegnazione della biblioteca oppure, in alternativa, l’Aula Magna. Tra i sottoscrittori della petizione abbiamo personaggi illustri del mondo della scuola, dell’arte, della letteratura, dell’imprenditoria, dell’informazione e di altre importantissime sfere culturali. Questi alcuni dei nomi che hanno apposto la firma al margine del documento: Domenico Chieffallo, scrittore e storico meridionalista – Francesco Bruno, dirigente scolastico – Antonio Infante, scrittore e storico del Cilento – Germano Bonora, già professore nei Licei – Luciano Castellano, docente e scrittore – Antonio Iorio, professore – Gennaro De Marco, vice dirigente – Mario Pesca, avvocato – Antonio Domini, già Sindaco di Agropoli – Paolo Serra, già Sindaco di Agropoli e dirigente scolastico dell’Istituto Nobel – Cristoforo Cappetta, professore – Salvatore Cantalupo, medico, cultore – Pasquale Volpe, già vicesindaco di Agropoli – Nicola Di Luccio, ufficiale in pensione – Nicola Iannuzzi, ingegnere – Giancarlo Giannella, avvocato - Giulio Cantalupo, ex direttore bancario. A questi nomi, naturalmente, se ne aggiungeranno altri per rendere dovuto e meritato omaggio alla memoria di un giovane altruista a cui non è stato concesso di diventare adulto.
Lorenzo Barone
COSTITUITO IL COMITATO “AMICI DI FRANCESCO SCARPA”
Agropoli – Si è costituito il comitato culturale “Gli amici di Francesco Scarpa” lo studente prematuramente scomparso il 26 gennaio del 1996, dopo una lunga ed intraprendente lotta per la costruzione del nuovo edificio del Liceo Scientifico di Agropoli. Il comitato, guidato dal collega Lorenzo Barone nella veste di presidente e in quella di coordinatori il professore Catello Nastro ed il professore Rosario Scarpa, questo ultimo papà del compianto giovane, la cui anima “benedetta” ebbe a volare in Paradiso, quando non aveva ancora raggiunto l’età maggiorenne, ossia quella del diciottesimo anno. Il sopra citato comitato “Gli amici di Francesco Scarpa”ha lo scopo di chiedere all’Amministrazione Comunale della Città, alla cui guida ben si distingue l’avvocato Franco Alfieri, l’intitolazione del plesso scolastico in via di ultimazione, alla memoria di Francesco Scarpa. I promotori della richiesta, hanno conosciuto a suo tempo il giovane rappresentante d’istituto ed apprezzate le sue doti morali ed umanitarie, nonché la nobiltà dei suoi ideali sul cammino della legalità e del diritto degli studenti. In alternativa della richiesta di cui sopra i firmatari della presente petizione desidererebbero l’assegnazione della biblioteca oppure, in alternativa, l’Aula Magna. Tra i sottoscrittori della petizione abbiamo personaggi illustri del mondo della scuola, dell’arte, della letteratura, dell’imprenditoria, dell’informazione e di altre importantissime sfere culturali. Questi alcuni dei nomi che hanno apposto la firma al margine del documento: Domenico Chieffallo, scrittore e storico meridionalista – Francesco Bruno, dirigente scolastico – Antonio Infante, scrittore e storico del Cilento – Germano Bonora, già professore nei Licei – Luciano Castellano, docente e scrittore – Antonio Iorio, professore – Gennaro De Marco, vice dirigente – Mario Pesca, avvocato – Antonio Domini, già Sindaco di Agropoli – Paolo Serra, già Sindaco di Agropoli e dirigente scolastico dell’Istituto Nobel – Cristoforo Cappetta, professore – Salvatore Cantalupo, medico, cultore – Pasquale Volpe, già vicesindaco di Agropoli – Nicola Di Luccio, ufficiale in pensione – Nicola Iannuzzi, ingegnere – Giancarlo Giannella, avvocato - Giulio Cantalupo, ex direttore bancario. A questi nomi, naturalmente, se ne aggiungeranno altri per rendere dovuto e meritato omaggio alla memoria di un giovane altruista a cui non è stato concesso di diventare adulto.
Lorenzo Barone
lunedì 11 ottobre 2010
sabato 9 ottobre 2010
HANNO UCCISO IL PESCATORE
HANNO UCCISO IL PESCATORE
Hanno ucciso il pescatore
che solcava le onde del mare
solcate da Ernest Emingway,
mentre tornava alla sua famiglia,
a notte fonda pregno di impegno civico.
I novelli saraceni,
contemporanei pirati
della Costa del Cilento,
autori di misfatti paesaggistici,
avidi divoratori del verde della terra
e dell’azzurro del mare,
nel grigiore di sete di denaro
spremuto dal sangue degli onesti,
hanno ammutolito con la morte
il novello Carlo Pisacane.
Anche San Francesco dal suo scoglio
da dove predicò ai pesci
bagna il mare con le sue lagrime.
Domani tornerà il silenzio
e se ne andrà con la barca dell’oblio.
Solo la voce del poeta,
- anche se senza lettori -
declamerà l’ultimo requiem.
Catello Nastro
Hanno ucciso il pescatore
che solcava le onde del mare
solcate da Ernest Emingway,
mentre tornava alla sua famiglia,
a notte fonda pregno di impegno civico.
I novelli saraceni,
contemporanei pirati
della Costa del Cilento,
autori di misfatti paesaggistici,
avidi divoratori del verde della terra
e dell’azzurro del mare,
nel grigiore di sete di denaro
spremuto dal sangue degli onesti,
hanno ammutolito con la morte
il novello Carlo Pisacane.
Anche San Francesco dal suo scoglio
da dove predicò ai pesci
bagna il mare con le sue lagrime.
Domani tornerà il silenzio
e se ne andrà con la barca dell’oblio.
Solo la voce del poeta,
- anche se senza lettori -
declamerà l’ultimo requiem.
Catello Nastro
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