mercoledì 28 novembre 2012

Poesia napoletana invernale

NUN  TENGO NIENTE ‘A SCRIVERE

Chiove a zeffunno ammiezz’a via:
nun pozzo ascì manco co’ nas’afora.
So’ viecchio e so’ malato,
so’ fracito e nalandato
e pure si me metto
tre cappotte  ‘nguollo
sento ‘nu  friddo ‘muoll muoll.
Propete ajeri, addò miereco,
pe’ me fa signà e‘ mmericine,
m’arraccummannato ‘e sta’ ‘occavere
e me riguardà ‘o cchiù possibile.
“Grazzie duttò, ca’ cumm’à ‘nu frate
overamente me trattate.”
"A causa nunn’è chesta…
Tu si miezzo nguaiato,
io nun vulesse perdere
n’atu mutuato!!!”
E senza ca' te faje 'na rattata!!!

Catello Nastro


domenica 25 novembre 2012

In cima alla collina

IN CIMA ALLA COLLINA




E quando sarò arrivato,


in cima alla collina,


sorveglierò attentamente


i virgulti del mio giardino,


le mie propaggini,


l’antica quercia,


contornata di steli


di rose rosse rigogliose,


eleganti e rugiadose,


monocromatiche ballerine


in un verdeggiante palco


rigurgitante vita vera,


con colori e protagonisti


naturali e non artefatti,


che non sono passati in sala trucco,


che si presentano al vecchio guerriero,


stanco di combattere una battaglia senza fine,


che non vedrà vinti né vincitori.


Sarà una visione cosmica


in un rimescolìo di singolo e collettivo.


Rivedrò i fiori più belli del mio giardino


e poi mi presenterò, senza la solita presunzione,


al giudizio dell’Arbitro titolare.




Catello Nastro


lunedì 19 novembre 2012

Mostra di foto di Michele Angelillo ad Agropoli

Interessante mostra fotografica ad Agropoli

“CONTAMINAZIONI” di MICHELE ANGELILLO



Al Palazzo Civico delle Arti, ad Agropoli, nella rassegna artistica organizzata e curata da Antonella Nigro, sempre sensibile alle nuove sollecitazioni figurative e letterarie, sotto ogni forma, dal 17 novembre 2012 al 6 gennaio 2013, nei saloni della ex Scuola Media sovrastante il porto e con visione panoramica del bellissimo centro storico, Mostra Personale di foto artistiche di Michele Angelillo dal titolo “Contaminazioni”. Michele Angelillo, noto medico radiologo di Napoli, ma amante di Agropoli e del Cilento, dove trascorre tutto il suo tempo libero passa dalla radiologia alla fotografia con naturalezza. Quale connessione ci possa essere tra la professione e la passione per la fotografia riesce arduo immaginare. Molte opere, a colori, rappresentano figure antiche su paesaggi e sfondi recenti. La figura umana del mondo classico, in particolare, mi ha colpito per la naturalezza con la quale è stata sovraimpressa sull’immagine di sfondo. Essa, infatti, sembra quasi uscire dalla cornice e venire incontro al fruitore dell’opera d’arte. Perché anche la fotografia merita una giusta collocazione nel mondo dell’arte come espressione pura dello spirito. In questa visione tridimensionale anche il nudo non decade mai nella volgarità, come sovente capita nel mondo informatico e nella stessa arte figurativa grafico-pittorica. Questa tecnica di sovrimpressione, da non confondere col collage, che è tutt’altra cosa, conferisce alla fotografia “trattata”, dignità artistica personale ed originale. Parlare di mondo metafisico, fantastico, surreale o addirittura onirico significa dare un’etichetta alla produzione fotografica di Michele Angelillo. Parlare invece di innovazione nella tecnica e di poesia espressiva è lecito. Ma questa, come tutte le esposizioni interessanti, va visitata e rivisitata.



Catello Nastro

agropolicultura.blogspot.com

domenica 18 novembre 2012

Conddividere il pensiero

CONDIVIDERE IL PENSIERO



Catello Nastro, autore di questo blog, autorizza tutti i visitatori a condividere, in qualsiasi maniera, informatica o cartacea, i contenuti del blog, per intero e senza apportare modifiche o commenti, citando naturalmente la fonte e l’autore pur lasciando ai visitatori eventuali la possibilità di commentare. Questo, in un progetto ampio della diffusione del pensiero libero, non asservito a questa o quella parte politica, anche perché la cultura, la poesia e l’informazione in genere, non possono essere asserviti. Il tutto per quanto consentito dalle leggi in merio. La democrazia parte dalla libera informazione. Per contattare l’autore: catellonastro@gmail.com.

Grazie.

Catello Nastro

martedì 13 novembre 2012

'A VALANZA (La bilancia)

‘A VALANZA




E’ propeto inutile

ca t’ha pigli

cu’ chisto o chill’ato:

c’a valanza pènne

sempe a ‘nu lato.



Accà ‘nge sta chi magna

a ddoje mane

e chi nun tene

manco ’e sorde po’ ppane.



E’ inutile ca’ preje

‘o Pataterno Onnipotente,

pecché ‘ngoppa ‘a faccia

‘e munnezza ‘e ‘sta terra

chi cchiù tene

ancora cchiù afferra.



Emmo’ abbasta,

ca’ ci’hanno scucciato,

pecché song’uno

cchiù fetiente e chill’ate



Facimme quarcosa,

jammo a vuttà ‘e mmane,

ca’ jenne annanze

e chistu passo

nun tenimmo ‘e sorde

manco pe’ pavà ‘e tasse!



Catello Nastro



TRADUZIONE A SENSO



LA BILANCIA



E’ inutile che te la prendi con questo o quell’altro, perché la bilancia pende sempre da un lato. Sulla terra ci sta chi mangia a due mani e chi non ha nemmeno i soldi per il pane. E’ inutile persino pregare Iddio Onnipotente, perché su questo pianeta pieno di immondizia, ci sono i ricchi che diventano sempre più ricchi, ed i poveri sempre più poveri. Adesso basta perché siamo stanchi di sopportare, facciamo qualcosa, altrimenti un domani non avremo nemmeno i soldi per pagare le tasse e le spese di prima necessità!



domenica 11 novembre 2012

NOVEMBRE 2012 - Meditazioni

NOVEMBRE 2012

E’ senza dubbio il mese della riflessione e della meditazione che pone fine alla vacanze di alta stagione ed anche a quelle di bassa. Le attività goderecce dei villeggianti in genere si trasformano presto in ripresa del lavoro e delle normali attività umane. Ma il mese di novembre, è in attesa di quello di dicembre e quindi delle altre feste religiose e civili, in parole concrete Natale e Capodanno. Un altro anno è terminato. Si appendono i nuovi calendari alle pareti, scegliendo tra i più belli ed i posti più indicati, che di solito sono sempre gli stessi e poi si continua il ciclo vichiano nel piccolo e nel privato, nel grande e nel pubblico. Chi di mesi di novembre ne ha visti e vissuti oltre settanta, incomincia a tirare le somme di quello che ha fatto e di quel poco che ancora gli resta da fare. Sia ben chiaro che questo non è un discorso di un piagnone, di un pentito, di un terrorizzato di un qualcosa di soprannaturale che lo sovrasta. La serenità è alla base della vita vissuta e di quella tranquilla che si auspica possibilmente ancora lunga e piena di sole e soddisfazioni, sorrisi di bimbi e vincite al tressette con l’amico del cuore nelle serate trascorse al centro sociale o nei vari locali pubblici. Momenti di relax, di giusto e meritato riposo, ma anche momento per tirare le somme dei valori accresciuti durante la presenza sul pianeta. Valori spirituali e valori materiali. Già ho scritto tempo addietro, ed ampiamente pubblicizzato, il concetto di “COSE INUTILI”. Parto dal preconcetto che le cose della vita si dividono in quelle materiali ed anche, e principalmente, in quelle spirituali. Alle cose materiali ci sta un limite di arricchimento quantitativo. In termini pratici, uno che vive oggi con un profitto mensile di duemila euro, può, a mio avviso, ritenersi soddisfatto e non rincorre “il vil denaro”, magari sottraendolo a chi vive con la pensione sociale di quattrocento euro al mese, la maggior parte dei quali spesi in visite mediche o in farmacia. Anche perché ad una certa età molti alimenti ricchi di grassi, zucchero ed alcol, non si possono più consumare in quantità come si faceva qualche decennio prima. I valori spirituali iniziano il loro percorso dalla famiglia per poi sfociare, in campo più vasto, nella società. Cosa c’entra? La Solidarietà dove la mettiamo? Diceva Madre Teresa di Calcutta: “ Il mondo ha più bisogno di amore che di pane.” Riflettiamo ampiamente su queste parole. Non possiamo amare i nostri figli ed odiare o disinteressarci di quelli degli altri. La Solidarietà è la più grande azienda virtuale a livello cosmico. Superiore anche a Facebook del quale mezzo di comunicazione informatico se ne fa buon uso, ma negli ultimi tempi anche cattivo utilizzo, certamente non educativo per i giovani. E proprio su questo argomento ho letto che, in America, almeno il trenta per cento degli utenti si è cancellato da questo innovativo mezzo di comunicazione di massa. Anche lo scrivente ha la sua bella pagina su Facebook, sul quale molto probabilmente, verrà pubblicato il presente articolo che, nella sua stranezza espositiva, deve essere considerato sempre di carattere sociale. Novembre è il mese dei Santi e dei Defunti. Da qualche anno abbiamo importato anche la festa di Hallowen, che con la nostra cultura non c’entra un cavolo e provoca solo serate da sballo in discoteca rappresentando una svolta, a mio avviso negativa, che va contro la nostra cultura cattolica e certamente non è educativa per i giovani. Gli incidenti che si verificano durante questi notturni e lugubri festeggiamenti sono il risultato finale di una godereccia società giovanile autonoma si, ma sovente allo sbando. Ma novembre, in fin dei conti è anche il mese che annuncia l’autunno-inverno, con gli alberi spogli ed orfani di foglie, che sonnecchiano fino alla primavera per ripresentarsi cresciuti e verdeggianti di foglie novelle, e apportatori di fresca frutta e verdura. E’ il ciclo della vita: vegetale ed animale. Ma l’uomo, pur facendo parte di quest’ultima categoria, sembra aver trovato il sistema per sovvertire il grande e perfetto progetto della natura. Novembre è il mese della riflessione, del raccoglimento, della riaccesa del camino, della meditazione, della visita ai defunti, che hanno rappresentato ed in molti rappresentano i punti di riferimento del nostro passato, facendoci meglio capire cosa significa passato, evoluzione ed involuzione, lotta per la libertà, dignità e sobrietà di vita. Il sovvertimento dei valori materiali sembra procedere di pari passo con quello dei valori spirituali. Solo che esiste, a mio avviso, un limite ai valori materiali, per sviluppare meglio quello che gli economisti chiamano profitto, mentre non esiste nessun limite ai valori spirituali: come La Solidarietà. Per questo “Cose inutili”



Catello Nastro

lunedì 5 novembre 2012

'E FIGLIE 'E RIMANE

‘E FIGLIE ‘E RIMANE



Cumme s’ha passeno

‘e figlie ‘e rimane

sulo ‘o Pataterno

ho pote sapé.



Si faranno buon uso

r’e’ ccose ‘nventate,

camparranno sennz’ombra

alcuna meglie ‘e ll’ate.



Nuje ca’ simm’asciute

ra ‘na guerra senza pietà,

quanno se magnava

appetito cu’ ‘a famma.



Mo’ ca’ teneno

ogne forma ‘e ricchezze,

pare ca stessero

ammiezz’a munnezza..



Guardate arreta

pe’ sturià ‘e guaje fernute.

Guardate annanze

pe’ nunn'è ffa cchiù!



Catello Nastro









TRADUZIONE AD SENSUM



Come se la passeranno le nuove generazioni solo Iddio lo sa. Se faranno buon uso della moderna tecnologia, senza dubbio vivranno meglio di noi che siamo nati durante la guerra quando si mangiava l’appetito con la fame come companatico. Adesso che i giovani hanno ogni tipo di ricchezza sembrano quasi, alcuni, vivere nell’immondizia e nel vizio. Giovani, studiate la storia del passato per notare i guai combinati dalle vecchie generazioni e cercate, voi, di non farli più!