venerdì 4 aprile 2014

'A PACIENZA

‘A PACIENZA


E’  passata quase ‘na summana
e ancora stong’aspettanno
‘e sorde ca t’aggio prestato
‘o distributore r’a benzina
‘ ca’ sta  abbascie ‘e Matine,
‘o mese passato, con la tua berlina.
Vint’euro nun so’ tante,
ma pe’ mme ca’ so’ pinziunato
songo ‘ gli introiti ‘e tutte n’a jurnata.
Per tale motivo, amico mio bello,
tuorname ‘e sorde prestate,
ca’ si no’ te faccio camminà,
quanno scioscia ‘o viento e chiove
sulamente co’ ‘mbrello!!!


Catello Nastro

martedì 1 aprile 2014

IL PENDOLARE

                                                        Ilpendolare…

Alle cinque del mattino suona la sveglia del pendolare, vuol significare alzati e vai a lavorare, maledetto orologio dice stai li sempre a ricordare quello che devo o non devo fare.
Un giorno che mi farai perdere la ragione, stai sicuro che ti butterò dal balcone.
Per questo motivo ti tengo sempre sotto il polsino, per on vedere la tua faccia d’assassino, dice l’orologio ora sei ingiusto e non mi sai apprezzare, io ti dico anche quanto è l’ora di pranzare.
Brutto vigliacco non  hai ancora capito, che a pranzo ci vado quanto ho appetito ,ho  capito dice l’orologio al pendolare, ti duole la mattina quando ti devi alzare.
Te ne accorgerai, quanto un giorno non c’e nulla da mangiare, orologio mal creato con i tuoi argomenti mi rendi la vita difficile e stressante-
Sei un vigliacco non lo puoi negare, ti consulto alle otto di matti, in un momento è gia ora di cenare
Tu fai volare il tempo come il vento, ti accorgi che in una giornata non hai concluso quasi niente.
Avvilito l’orologio e alquanto scoraggiato, che dire del calendario che oggi è gennaio, e dopo un po’ un anno è già passato.
Maledetto mille volte quello che ti ha inventato, ma dopo un anno il calendario è già crepato, tu invece sei come la goccia, che pian piano penetra la roccia.
E allora dillo screanzato di un pendolare, che ti puace vivere come un animale, ti dico anche pendolare dei miei stivali, che puntualità, e precisione, non fa parte della tua religione-
Per tando ti dico vivi pure come più ti pare, di me te ne puoi anche dimenticare, mangi e bevi pure nel tuo trogolo, come i simili tuoi, ma non buttate mai perle a chi sapete voi
                   
.                                       Gino  Vivoli
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20  12  2013                                                               
   

RICORDI

                 Ricordi…

Del bosco ti distinguevi per il tuo maestoso tronco,
e i tuoi possenti rami, ricoperti da un lussureggiante e verde fogliame,.
 che copriva e proteggeva, il tenero e umido sottobosco.
Io fanciullo seduto ai tuoi piedi, poggiavo le mie esili spalle,, al tuo tronco
mi assopivo. facendo cosi castelli ‘in aria, e fantastici sogni.
Tu eri per me un cavaliere di altri tempi, sul tuo cavallo bianco,
 con la lucida armatura, a protezione delle mie fanciullesche speranze.
Tutto  sembrava una favola, oppure un magnifico sogno,
ma i sogni purtroppo a l’alba i  svaniscono e non durano in eterno. 
Un giorno i tuoi rami incominciarono ad incurvarsi,
le tue fronte ad ingiallirsi, e cadere copiosamente
il morbo aveva già fatto il suo terribile, e devastante lavoro
Quando avevo ancora bisogno di te, non ti ho più trovato al solito posto,
lasciando cosi nel mio cuore e nell’umido  e tenero sottobosco
 un immenso e desolante vuoto.
Ora che sono vecchio e stanco, cerco un sostegno per le mie vecchie ossa
ma uguale a lui non l’ho ancora trovato.

                                                A MIO PADRE    Giovanni
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GINO VIVOLI                       23   03  2014   

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Vera come una bugia

Vera come una bugia...

Chi non disse mai bugie da oggi e negli anni addietro
 per questo scagli pure la prima pietra.
Dissi la verità non fui creduto
dissi una bugia fui subito capita .
Metti una bugia al punto giusto
con la sua forza trainante e impetuosa
appaia e aggiusta ogni cosa.
Dicesti in quel tempo una grande verità
con la tua stessa voce
non fosti creduto meritasti la croce.
Puerile e insano chi ti giudicò
 fosti condannato senza aver commesso nessun reato.
Croce in spalla come un comune malfattore
beffeggiato e deriso senza alcun pudore.
La vera verità fu per te sofferenza e morte atroce
,oggi è vita e salvezza per noi a causa della tua croce.

                                                                                                                 Gino  Vivoli
                              Via Dei Mille  5

                                   Agropoli.