martedì 31 maggio 2011

Li dduje patri

18 – LI DDUJE PATRI



‘Nzimm’à la chiazza re lu pajese,

capitavano spisso surprese:

scriarramienti, pirucculate,

pe’ chiri ca’ sfuttiano

li mugghiere re l’autri.

Giuvannino, pi ddari l’allarmi,

jette a chiamari a li ggintarmi,

c’accurrereno subbito a la chiazza,

ca’ succeria ‘na cosa ra pazzi.

“ Accurriti, faciti all’ambressa,

ca’ ‘nge staci patimo rint’à la ressa!”

Quann’arrivaro ammienzo a la ggente,

ddui uommini cu’ mali ‘ntinzioni,

se li futtiano re santa raggioni.

“Ma chi è patito, oi Giacumino?”

“Nun se sape ancora: hanna decide.

Hanno accummenzato ra lu matino!!!”



Catello Nastro





TRADUZIONE



Nella piazza principale del paese due uomini si stanno picchiando da ore e se le stanno dando di santa ragione. Giacomino va a chiamare i gendarmi per farli smettere dicendo che stanno picchiando suo padre. Arrivati nella piazza sedano la rissa e poi domandano a Giacomino quale dei due era suo padre. Il ragazzo candidamente risponde che quelli proprio per questo motivo si stavano picchiando!!!





mercoledì 25 maggio 2011

Per il libro "Versi avversi"

Per il libro “VERSI AVVERSI”

Premiato a Bellizzi il poeta agropolese Catello Nastro



Nel mese di maggio 2011, al Premio Internazionale di arte, letteratura e poesia, in quest’ultima sezione, è stata assegnata al poeta agropolese Catello Nastro un’artistica pergamena ed un targa per il libro edito “VERSI AVVERSI”, edito dalla Libera Università Internazionale di Arte, Lettere, Musica e Storia onlus di Agropoli, che ha come Presidente Antonio Infante. Il libro, in veste editoriale economica, è l’undicesimo volume della collana letteraria “Il Cilento nuovo” del Cilento e del Vallo di Diano e diretta da Mario De Pascale, Antonio Infante e Catello Nastro. Si tratta di un libretto di meno di sessanta pagine in cui l’ autore, presentandosi di solo, evidenzia la piena libertà della scrittura. Per meglio capire il concetto di Catello Nastro, riportiamo questa singolare presentazione, che lascia qualche dubbio, ma fa anche riflettere.

“Scrivere poesie oggi, è mantenere la propria libertà. Certo che anche il poeta, quello mercenario, naturalmente, può essere asservito a questa o quella parte politica o, peggio ancora, politicizzata. Ma siccome del poeta nessuno se ne frega, i casi sono sporadici. VERSI AVVERSI…Perché? Contro chi? Per quale motivo? Per cogliere quali risultati? Niente di tutto questo. Solo per dimostrare la libertà di chi scrive versi per comunicare pensieri, idee, emozioni, stati d’animo, progetti virtuali talvolta realizzabili, talvolta irrealizzabili. Ma sempre frutto del pensiero del poeta che vuole esternare agli altri le proprie idee in versi. Quando questi versi non sono in rima può anche significare che il poeta vuole liberarsi anche degli schemi tradizionali per comunicare. Quello che ne viene fuori certamente non tocca al poeta giudicare, ma al lettore. Mi spiego meglio. Nel momento in cui il poeta costruisce il suo progetto poetico, naturalmente, ha intenzione anche di liberarsi della metrica e dell’alternanza dei versi tradizionali e, oserei dire, quasi classica. In altre parole: libertà totale. Sia ben chiaro che i confini della poesia sono imperscrutabili,cioè non si sa quale è il limite dell’orizzonte e dove incomincia o finisce l’universo poetico. Un risultato del tutto insignificante e banale? Forse! Fatti della propria vita, del proprio percorso umano di essere singolo ed unico, possono anche identificarsi col percorso collettivo di tutta l’umanità. Di qualsiasi popolo, di qualsiasi razza, di qualsiasi religione. Certamente i componimenti poetici ( o quanto meno presunti tali) contenuti in “VERSI AVVERSI” sono di epoca varia, di fattura varia, provenienti da stati d’animo vari, composti in momenti vari, assemblati in altrettanti momenti vari, raffiguranti stati d’animo vari con una progettualità varia. Certo, per cogliere un risultato positivo o quanto meno soddisfacente, si dovrebbe ripercorrere un itinerario poetico di quasi una vita. Ma il compito potrebbe risultare arduo. Molte raccolte sono state pubblicate su supporto cartaceo, molte su siti internet, molte su blog vari, molte su giornali e riviste, molte sono andate perdute irrimediabilmente. Per il disordine dell’autore, molte sono state cancellate perché ritenute – ad una prima ed approssimativa lettura – non idonee alla diffusione. Un quadro poliedrico, come poliedrico è l’autore, oramai settantenne, che scrive poesie da oltre mezzo secolo e che ama sovente riportare in caratteri cubitali il motto:” Meglio un poeta senza lettori, che un popolo senza poeti!”. (Catello Nastro)



Comunicato stampa cura di Renato Volpi

martedì 24 maggio 2011

L'uomo di Uta

L’uomo di Uta ad Agropoli

LO SCULTORE GELSOMINO CASULA

NEL CILENTO



L’artista Gelsomino Casula, nato a Uta, in provincia di Cagliari, nel 1953, vive ed opera ad Altavilla Silentina ed è conosciuto in molti paesi della Campania, nel Cilento in particolare modo. La personalizzazione della pietra è il suo fiore all’occhiello. Individuata una pietra, naturale supporto per la sua base ideale, egli la modella con perizia, amore certosino e capacità artistica quasi a volergli dare un’anima. Ed a studiare a fondo le sue opere tridimensionali, si capisce subito quale lavoro minuzioso egli abbia portato avanti per ricavarne un’immagine scolpita che diventa vera e propria opera d’arte. Sulla sua arte è stato scritto:” …Rievoca dal profondo dell’anima l’essenza delle cose,” quel sacrale che non potrà mai morire”, creando sculture, monumentalità di inestimabile valore per questo nuovo millennio. …Città attente alla sua opera arredano e valorizzano gli spazi urbani con pietre appartenenti alla natura di quei luoghi in una maniera unica al mondo.” In una recente visita ad Agropoli ha ricevuto le congratulazioni e segni di stima ed ammirazione dal critico d’arte prof. Catello Nastro, che ha riscontrato nelle sue figure su pietra un felice connubio tra il materiale, dato dal supporto, cioè la pietra naturale, e la chiara impronta artistica data dai suoi scalpellini per cavarne una vera e propria opera d’arte, palpitante di vita, antica e nello stesso tempo moderna. Le sue opere si possono ammirare in molti paesi del territorio. Il negozio caratteristico cilentano “Le dolcezze Indea”de i piccoli Campi, s.r.l. in via Petrarca n.6 e la sala presidenza del Centro Sociale di Agropoli, in piazza mons. Merola n. 7, ad Agropoli, ospitano due opere di inestimabile valore artistico del M° Gelsomino Casula. L’uomo artista di Uta.



Lorenzo Barone

lunedì 23 maggio 2011

UNA DONNA CHE PREGA

UNA DONNA CHE PREGA







Una donna che prega,


quando cala la sera,


è una dolce canzone,


innalzata al cielo


per comunicare


sentimenti sopiti,


sospiri di speranza,


riconoscenza al cielo


per sorrisi di bimbi,


sguardi stanchi


di gente che torna dal lavoro,


siede a tavola sorridendo


per un piatto di pasta


ancora caldo e fumante.


Una donna che prega,


perché si ripeta il rito


quotidiano di un uomo


che torna dal lavoro


e che spera di trovarlo


anche per il giorno seguente.






Catello Nastro


domenica 22 maggio 2011

Le ficarole

16 - LE FICAROLE




Fini a lu’ tiempo

re’ mienzu seculo fa,

‘ngè stiano a lu Celiento,

fimmene ca’ jano a fatiare

pi’ appriparà li fiche

rnt’à nu’ cistini

re strisce re lignammo

‘nturciniate ra auti fimmene

ca’ veniano ra li montagne.

Li ficarole purtaano

la unnedda longa e lu cursetto.

L’unico ‘mbelletto ca’ ‘nge stia

a lu tiempo re la fina re la guerra.

La vocca rossa comm’à ‘na cerasa,

li gguancie rose cumm’à ddoje percoche,

li cosse ritte e fuse cumm’à ‘nù pino,

li menne toste ca spertusavano la cammisa,

l’uocchie ca’ rireano sulo a vuardari

e lu sorriso gginuino re ‘na vota.

Primma re trase pe’ jre a ‘ngullettari,

na’ chiorma re giuvinotte

se fermavano ‘ncantati.

E mo’ se rice ca li ficarole re ‘na vota,

nunn ghiano solamente a ‘ngullettari,

ma pure ‘nu marito a se trovari.



Catello Nastro





TRADUZIONE



Fino ad alcuni decenni fa, il famoso fico bianco del Cilento era esportato in tutto il mondo. Le ficarole erano donne, per la maggior parte giovinette, che per aiutare la famiglia a fare il corredo per quando si dovevano sposare andavano a “’ngullettari”, cioè a confezionare i fichi secchi in cesti e cestini di varie dimensioni. Era un modo come un altro per incontrare l’anima gemella. Giovani scapoli che facevano loro la corte e ragazze che andavano a lavorare anche per trovare il fidanzato. Il fico bianco del Cilento rappresenta uno dei prodotti più importanti della “Dieta Mediterranea” nata proprio nel Cilento.

martedì 10 maggio 2011

Pensieri e parole in liberta': SARA' UNA GOCCIA su ewriters.it

Pensieri e parole in liberta': SARA' UNA GOCCIA su ewriters.it

SARA' UNA GOCCIA

SARA’ UNA GOCCIA

Sarà una goccia
a muovere le onde del mare,
a sponsorizzare l’amore,
ad alimentare i sentimenti,
a riscaldare i cuori.

Sarà una goccia
a spingere le creature
a guardarsi negli occhi,
teneramente, dolcemente,
e poi tendersi la mano.

Sarà una goccia
a  fertilizzare le rocce,
dissodare i terreni
e far crescere il grano
incurante della gramigna.

Una goccia di solidarietà…

Catello Nastro

sabato 7 maggio 2011

Google

GoogleORGANIZZATO DAL PIANO SOCIALE DI ZONA SALERNO 7
SOGGIORNO DI 400 ANZIANI
DEL CILENTO IN PUGLIA

Penso sia giusto presentare brevemente “Il Piano di Zona Salerno Ambito 7”, con comune capofila a Castellabate, uffici di segretariato sociale ad Agropoli, Vallo della Lucania, Futani e Camerota, che comprende ben 41 comuni del Cilento e viciniori. Da nord li elenchiamo: Ogliastro Cilento, Prignano Cilento, Agropoli, Torchiara, Cicerale, Laureana Cilento, Rutino, Perito, Lustra, Orria, Stio, Campora, Gioi Cilento, Perdifumo, Sessa Cilento, Moio della Civitella, Montecorice, Serramezzana, Cannalonga, San Mauro Cilento, Novi Velia, Castelnuovo Cilento, Vallo della Lucania, Pollica, Casalvelino, Salento, Ascea, Cuccaro Vetere, Ceraso, Laurito, Pisciotta, Futani, Montano Antilia, S.Mauro La Bruca, Roccagloriosa, Centola, Celle di Bulgheria, Camerota. Penso sia inutile parlare di questa utilissima struttura sociale a favore dei meno abbienti e la sua opera, in particolare, a favore degli anziani. L’ultima opera, appunto, è stata un soggiorno climatico presso il RIVA RESORT MARINA,in via della Pineta, in comune di Carovigno in provincia di Brindisi. Per maggiori informazioni: www.rivamarinaresort.it, info@rivamarinaresort.it. Situata nel Salento, a pochi passi dall’oasi naturalistica di Torre Guaceto, tra incantevoli baie e insenature lambite da un mare cristallino, immerso nel paesaggio di ulivi secolari, mandorli e carrubi, il Resort, di nuovissima costruzione, si estende per circa 18 ettari tra muretti a secco e costruzioni tipicamente mediterranee. L’entroterra, dalla città bianca di Ostuni ai trulli di Alberobello, è ricco di storia millenaria che si riflette ancora oggi nelle tradizioni e nei sapori antichi della prelibata cucina. L’atmosfera elegante e discreta ed il confort rendono il modernissimo hotel il luogo ideale per ritrovare l’armonia e la serenità della mente attraverso il benessere del corpo. La bellissima struttura è dotata di circa 400 camere eleganti ed accoglienti, tutte con aria condizionata, telefono, TV LCD, frigobar (attrezzato su richiesta), cassetta di sicurezza, balcone o veranda attrezzata, servizio con doccia idromassaggio ed asciugacapelli. Si distinguono in: camere Confort con possibilità di letti aggiunti, Family Suite, con due camere ed un unico servizio con antibagno, diversamente abili con doppi servizi. Il fiore all’occhiello, per i partecipanti al soggiorno climatico organizzato dalla struttura sociale cilentana è la ristorazione. Piatti tipici naturali, tutti fatti con prodotti freschi, della cucina pugliese, nazionale ed internazionale, acqua e vino inclusi sempre a disposizioni al banco con quattro comodissimi rubinetti. E’ ovvio che gli anziani del Cilento hanno particolarmente gradito la cucina pugliese, con innumerevoli e variopinti antipasti, tra cui spiccavano le focaccine, caratteristica del territorio, in tutte le maniere possibili ed immaginabili. Inutile dire che gli anziani hanno fatto onore alla cucina ed ai vini, ritornando magari alle loro case con qualche chilo in più ed il colesterolo un poco più alto. Inoltre il RIVA MARINA RESORT di Carovigno, è dotato di Centro Benessere, Centro Congressi, Piscine, Ristorante, biberoneria, risto-baby, tre bar, animazione, discoteca, piano bar, baby park, campi da tennis, calcetto, pallavolo, basket, bocce, street ball, ping pong, tiro con l’arco, sala fitness, percorso ginnico in pineta, lavanderia, store, edicola, tabacchi, parcheggio recintato ed illuminato. E per finire una bella spiaggia di sabbia fine. Otto pullman, quattrocento anziani del Cilento, una ventina di guide turistiche o accompagnatrici, una rappresentanza del comune di Agropoli, un rappresentante del Centro Sociale Polivalente “Città di Agropoli, dei Piani di Zona, un medico e quattrocento anziani che hanno trascorso una settimana da sogno che, forse, col loro reddito, non avrebbero mai potuti trascorrere. Ma, penso, molti ritorneranno, almeno nella bassa stagione, in questa stupenda struttura che onora l’imprenditoria turistica del sud, offrendo ad un prezzo non elevato la possibilità di stare insieme, di godere di cibo, bevande, strutture, percorsi, ballo, verde e, cosa che mi ha colpito di più, la professionalità e la gentilezza del personale. Come vice Presidente del Centro Sociale di Agropoli, che rappresentava oltre il venti per cento del totale dei partecipanti, sento il dovere di ringraziare tutti i componenti della bellissima struttura, che hanno contribuito a rendere questa (breve!!!) vacanza talmente piacevole da essere incorniciata artisticamente alle pareti della memoria di quattrocento anziani che per sei giorni sono diventati giovani e…benestanti. Un esempio di evoluzione del sud che non aspetta più la manna dal cielo, ma si rimbocca le maniche per offrire un prodotto migliore, a costi non elevati, di qualità e tanta, tanta gentilezza.

Catello Nastro