lunedì 12 gennaio 2015

I VECCHI

I VECCHI

I vecchi tacciono,
non hanno più interlocutori.
Rimane solo l’etichetta
dell’antica saggezza
a tratti divulgata
in istantanee
di ricordi felici.
I nipoti aggiornati
preferiscono interloquire
col più moderno telefonino.
I dialoghi stupidi e superflui
solcano cieli vuoti
impassibili ed estranei.
E mentre la voce
percorre sentieri infiniti,
in dialoghi astratti
dell’amore profondo
rimane solo un meccanico clik.


Catello Nastro

sabato 10 gennaio 2015

Vierno

VIERNO…

“Vierno: che friddo dint’à ‘stu core, e sule tu, tu me sai da’ calore…”… Sembra l’inizio di un cartello pubblicitario per un tipo di stufa. Non importa se a gas metano, a legna o a pellet o elettrica per quelle più piccole, che si possono facilmente trasportare dallo studio al bagno e viceversa. Le mie demenziali imprese precoliardiche, mi spingevano, ogni anno, nel mese di settembre ottobre, naturalmente, far coincidere il primo giorno dell’anno scolastico con l’ultimo bagno della stagione oramai conclusa. Quasi un rito si doveva compiere annualmente e nel primo giorno del mese: lavorativo, naturalmente, altrimenti se ne parlava il lunedì seguente. Appuntamento al famoso Bar Nazionale e di poi tutti in fila per la bellissima spiaggia di Trentova che ancora oggi rappresenta il meglio della costa del Cilento. Nudi come vermi ci presentavamo al dio Nettuno ed i giochi e gli scherzi duravano fino all’ora di pranzo, quando raccoglievamo i vestiti, ci infilavamo i costumi da bagno e con canti mezzo storpiati ci ritiravamo a casa all’ora di pranzo. Naturalmente a tavola si mangiava di più perché di calorie ne avevamo consumato in quantità. A dire la verità, questa spedizione scolastica, balneare.  “filonistica” durò per alcuni anni. Quando arrivammo all’Università “Federico II°” di Napoli questa “tradizione” venne abbandonata anche perché iscritti in facoltà diverse. Da quella generazione vennero fuori anche uomini importanti nelle vari professioni. Chirurghi ed avvocati illustri. Ed anche qualche professore ben sponsorizzato dalla famiglia. Personalmente, gli studi ed i libri all’università li ho pagati col frutto del mio lavoro nel caseificio paterno. Tenga conto il lettore che stiamo parlando di quasi mezzo secolo fa, quando le carrozze di seconda classe delle ferrovie dello Stato avevano i sedili di legno. Perché queste rievocazioni??? Prima, per fare un viaggio a ritroso nel tempo, secondo per ricordare la giovinezza ora trasformata dal tempo e dagli acciacchi in vecchiaia, terzo per ringraziare il Signore del bellissimo dono della vita. Forse avrei potuto fare di meglio. Ma sono contento così. Il tempo della goliardia, terminato nel fatidico ’68 è stato il più movimentato, ma anche il più avventuroso della mia vita. Naturalmente non entro nei particolari per la legge sulla privacy!!! Buona vita a tutti i miei lettori!!!


Catello Nastro

mercoledì 7 gennaio 2015

MI RISPECCHIO

MI RISPECCHIO
Mi rispecchio nella tua anima
ora antica e quasi sonnolente.
Poi come in un film in bianco e nero,
tratto dalla cineteca della vita
passata assieme da tanti anni fa,
ripercorro i drammi e le farse
recitate davanti ad un pubblico
che non mostrava interesse
ma assisteva all’evolversi delle vicende,
ora tragiche ora comiche.
Ora che al tramonto il genere è cambiato
non resta altro che cambiare canale
e  cercare un film comico
per ritornare a sorridere alla vita.


Catello Nastro

giovedì 25 dicembre 2014

RICONVERSIONE MORALE PER IL 2015

Non basta dire che i buoni sono diventati più buoni ed i cattivi ancora più cattivi. Non si tratta nemmeno di fare una classifica come in un campionato di calcio. Ed il fenomeno, oggetto della trattazione, non è limitato nel tempo e nello spazio. Quando sentiamo parlare di globalizzazione dovremmo senza dubbio approfondire il concetto che non può essere esteso alla propria abitazione, alla scuola, al mondo del lavoro, della cultura e della  religione. E qui, sia ben chiaro, pur essendo cattolici non parliamo di cattolicesimo, ma di religione universale. Attiva nel campo sociale, e religioso, naturalmente. Per semplificare il concetto, annotiamo una religione nel rispetto di tutti i credenti e con una cooperazione ad un concetto religioso multiplo. Non si può chiedere a nessuno di rinnegare il proprio credo, ma il coordinamento e la pacifica collaborazione, dovrebbe innanzitutto creare un clima di tolleranza, naturalmente senza alcuna preclusione. Diceva Madre Teresa di Calcutta: “ Il mondo ha più bisogno d’amore che di pane.”. Non sono dei voli di fantasia, ma estratti di concetti di un “homo sapiens” normale che si accinge ad affrontare questo annoso problema e condividerlo in via informatica con i lettori su supporto  anche cartaceo. Oggi sentiamo parlare di fondamentalismi, di estremismo, di terrorismo, di intolleranza religiosa. La medesima, a mio avviso, non si fonda solamente sulla diversità della razza e della religione, ma anche nella diversità per futili motivi. Se il vicino di casa, in appartamento attiguo in un grosso condominio, fuma una sigaretta sul balcone perché la moglie glielo ha vietato di farlo in casa e disturba il vicino che non sopporta il fumo, non c’è bisogno di venire alle mani. Basta trovare una via di mezzo per appacificare i contendenti ad un virtuale predominio condominiale. L’uomo d’oggi conosce tutte le religioni, ma di solito ne segue una sola. E le altre? Certamente non vanno escluse da un contesto sociale multietnico e multirazziale, ma vanno rispettate, in un clima di estrema tolleranza senza dar luogo al fanatismo religioso, razziale o addirittura calcistico. E coloro che hanno seguito le vicende del calcio nell’anno in corso, con l’assassinio di un giovane tifoso della squadra avversario, si renderanno conto che l’intolleranza può avere varie radici. Oltre alla razza ed alla religione, si aggiunge anche il tifo per questa o per quella squadra solo perché ha perso una partita!!! Il discorso a questo punto diventa drammatico, ma anche ridicolo. Uccidere un tifoso della  squadra avversaria. E qui affondiamo nella demenza, ben consci di riportare dei casi limite. Intolleranza sportiva, tifoseria, violenza. Uccidere un essere umano, magari coetaneo, per una normale partita di pallone è a dir poco assurdo. Abbandoniamo la pratica sportiva per arrivare nel mondo multietnico e multirazziale, accorciato fisicamente ma non moralmente dai moderni mezzi di trasporto. Stiamo assistendo a crimini atroci di innocenti, come vecchi, donne e bambini, con stragi di innocenti, che nessuna religione evoluta, a mio avviso, potrebbe giustificare. L’uomo si deve confrontare prima con se stesso, come essere razionale e poi con gli altri come essere umano facente parte di una collettività che deve usare lo scudo della religione per difendere i propri diritti. Il diritto alla vita è sancito dalla maggior parte delle religioni e degli statuti politici e morali scritti su tavole di creta tanti anni fa. Nel Cilento esistono delle cittadine ordinate e da segnalare come esempio di pacifica convivenza tra residenti ed immigrati, della penisola o meno. Stiamo parlando di emigranti della Grecia ed anche dell’Asia minore che sono stati accolti nel Cilento come lavoratori immigrati. Proprio come avviene oggi. E qui dovremmo parlare dei cicli e ricicli vichiani che, dopo secoli dalla scuola eleatica, costituiscono per la scuola moderna e del computer,  cardini su cui si basa la nostra identità culturale a livello internazionale, allorquando popoli meno evoluti usavano ancora la clava per distruggere e distruggersi in stupidi predomini che non avvicinava i popoli, ma addirittura li allontanava o li distruggeva facendoci ricordare l’epoca fascista, che rappresenta una delle pagine più vergognose della nostra storia recente. Creiamo un mondo migliore che rispetti innanzitutto la vita umana, che aiuti il prossimo nel momento del bisogno, che cambi il vocabolario negli universali concetti di tolleranza e pacifica convivenza. Buon 2015 all’insegna della pace e della tolleranza, abbattendo ogni forma di discriminazione di qualsiasi genere.  Buona vita a tutti !!!.

Catello Nastro
Da: agropolicultura,blogspot.com





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