venerdì 11 febbraio 2011

RICORDI DI CAMPAGNA

RICORDI DI CAMPAGNA
(stato d’animo 4)

Appena alzato, ogni mattina,
dopo il caffè o il cappuccino,
mi recavo giù in cantina,
per portare il pasto alle galline.

Si chiamava Genoveffa,
e sembra quasi una strana beffa,
che scampò quella mattina,
dalla terribile e camorrista faina.

Trenta polli, due tacchini,
una papera e tre oche,
tutte quante morte sgozzate
nel giardino sterminate.

Nella ampia e comune fossa,
senza lamenti o alcuna mossa,
tutte quante trovaron posto
senza indugio e senza costo.

La faina camorrista,
la notte dopo giunse a vista,
dietro alla tenda del balcone
sparò un colpo di cannone.

Della faina camorrista,
il giorno dopo si perse la vista,
e nel vallone fu infin trovata
deceduta per una schioppettata.

Catello Nastro

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