venerdì 23 dicembre 2011

Poesia di Natale di Catello Nastro

BUON NATALE



Quante stelle nell’alto, su, nel cielo,

quante luci di alberi sintetici

illuminati nelle nostre case.

Quanti regali – spesso costosi –

deposti sulla base, in bella vista,

a testimoniare un fatuo amore,

materialistico e consumistico benessere.



L’intermittenza elettrica continua

il suo monotono imperterrito danzare,

e i bimbi guardano le alterne lucine

che s’accendono e si spengono,

in un ritmico, monotono danzare,

di luci soffuse e di colori alternanti.

Solo un bambino resta immobile…





E’ notte. E la famiglia va a dormire.

Sognerà fate e comete, vagheggianti

nella notte fonda di dicembre inoltrato.

Slitte trainate di mansuete renne guidate

da un tecnologico navigatore satellitare,

provenienti da ripe scoscese, impercorribili,

sentieri inusitati per il traffico corrente,

ma all’uopo aperte per la nascita di Cristo.



E solo allora il satollo bimbo di una famiglia

acculturata media e fortemente benestante,

si chiederà, ingenuamente, chi sia Costui,

che scende giù dal cielo per invitare

alla cosmica tolleranza, all’amore incontaminato,

alla pace continua e perenne, al sorriso esternato

anche ai poveri ed ai derelitti, agli indifesi ed i solitari.



E salirà sul palco dell’immensa umanità,

Madre Teresa di Calcutta, San Francesco poverello,

Giovanni Paolo II°, il mite frate di Pietralcina,

il nostro caro Padre Giacomo, l’amico Alberto,

ed intoneranno l’inno di lode al Signore.

E Cristo scenderà dolcemente dalla croce,

asciugherà le ferite rosse di sangue al costato,

e inviterà tutti alla pace. Alla nuova pace del mondo!

Catello Nastro

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