lunedì 13 gennaio 2014

Songo viecchio...

SONGO VIECCHIO


Quase tre quarte ‘e secule
aggio apparato già
e pare ca’  ‘a vita mia
ancora adda’ accummincià.
‘Na mugliera, dduje figli,
ddoje nore e tre nepute
m’addummanna ancora
a che parte song’asciute.
Quanno me trovo a tavula
pe’ ‘na festa d’o paese o d’o rione,
pe’ n’onomastico o ‘na Cummunione
me scordo ca’ songo o nonno
e faccio brinnese co’ santo mio preferito:
o Sangiovese, ch’appara a tavola
sulamente ‘na vota o mese.
E mentre ‘o nonno co’ vino tuosto
se sciaqua ‘a mola, loro s’accuntentano
‘e ‘na butteglia e Coca Cola.


Catello Nastrouanno me ttrovo a tavola

domenica 12 gennaio 2014

1 GENNAIO 2014

UNO GENNAIO 2014

Da buon cattolico ho iniziato l’Anno Nuovo partecipando, con mia moglie, alla Santa Messa celebrata nella Chiesa della Madonna delle Grazie, di fronte alla sede comunale della Città di Agropoli..  Attraversando la piazza principale abbiamo visto che stavano smontando il palco che ha ospitato lo spettacolo per l’Anno Vecchio che ne andava e l’Anno Nuovo che arrivava. Naturalmente  riservato per la maggior parte dei giovani di Agropoli e del Cilento resistenti fino all’alba. Molti i  fuochi sparati, alcune batterie, qualche  sporadico botto, ma per la maggior parte tutti fuochi leciti. Le armi anno taciuto ed hanno fatto bene e rimanere nel fodero.  Fatica supplementare per gli operatori ecologici. Oggi si completa la festa e domani si ritorna al lavoro produttivo. Cento anni fa gli Italiani si preparavano alla Prima Guerra Mondiale. Oggi si preparano alla Pace Universale. Il 2013 è stato un anno duro coi problemi che tutti conoscete, sia nazionali che internazionali, la recessione, la disoccupazione, la mancanza di lavoro, la corruzione, i suicidi per licenziamento, la solidarietà verso coloro che stavano peggio di noi. Il problema di una nazione diventa un problema mondiale quando coinvolge vari settori produttivi e sociali. Non parliamo di politica per la sfiducia verso i partiti e le istituzioni. La corruzione ha riempito le pagine dei giornali e la malavita ha completato l’opera. Proprio per questo a Babbo Natale ho chiesto una riconversione morale dell’individuo fatta di produttività compatibile col territorio e l’ecologia e la comunità cosmica disponibile al dialogo interraziale, interpolitico intersociale. Il tutto condito di Fede e Solidarietà. Quando si avvelenano gli animi e si crea odio sotto qualsiasi forma si calpestano i diritti umani ostacolando anche il cammino della Solidarietà che si pone al di sopra della politica, della geografia e della religione. Non tutti possono permettersi di mangiare l’aragosta. Ma tutti devono avere almeno la possibilità di mangiare le umili alici. La parola malavita, camorra, ‘ndrangheta, devono scomparire dal nostro vocabolario per dedicare maggiore spazio al miglioramento sociale del 2014 e seguenti parlando di equa ripartizione del reddito pubblico, lotta all’inquinamento del suolo e…della politica, rafforzamento e rivalutazione della parola solidarietà. Buon anno 2014 a tutti i miei lettori e grazie per avermi letto. (Scusate il ritardo dovuto al computer…)

Catello Nastro


RICORDI  DI  UNA MAMMA

Donna premurosa e piccolina
che andavi in campagna
a lavorare ogni mattina
ed alle stanche braccia
della nonna mi affidavi.
Quando a sera rincasavi
ancor lavoro ti aspettava
perché papà partito
ed in guerra era finito.
Mi hai sempre perdonato
tutte le volte che ho sbagliato.
Hai fatto tutto per me
come madre e… come padre.
Ho tanto pregato che
papà dalla guerra ritornasse
ed in famiglia si ritrovasse.
Mi  hai sempre perdonato
tutte le volte che ho sbagliato.
Ho sempre pregato
che papà ritornasse
ed a Natale leggesse
la letterina a Gesù Bambino
come facevano  per gli altri bambini.
Vorrei incontrarti in Paradiso
per regalarti almeno un sorriso
e riabbracciarti con tanto amore
 nella casa del Signore.


Leonardo Fiordilino

'A LUNA

‘A LUNA

Pure si ‘o cielo è ‘nu pucurillo ‘ntruvuliato
pure stasera è apparuta ‘a luna.
Aesce e nunn’aesce… e pare quase
che se vulesse affà desiderà.
Quase facessse cumpagnia
a tutte ‘e ‘nnammurate,
assettate ‘ngoppa ‘o lemmeto
‘ra banchina r’Aruopuli,
terra r’ammore e sentimente fine
ca’ sulamente accà
se ponno ancora riscuntrà.
E tra n’abbraccio e ‘nu vasille,
‘a luna spiona vuarda e pare
ca’ cuntrolla tutte chilli ca’ se vonno bbene.
A‘ luna r’Aruopuli pare ‘na ruffiana
ca’ spia allà ‘ngoppa tutt’è ‘nnammurate.
E quanno, tra n’abbraccio e ‘n’allisciata,
tutt’è ‘nammurate se salutano
e po’ se vanno a curcà
pur’essa ‘ngoppa a ‘na nuvola janca,
se ne va chianu chianu a riposà.
‘A matina aroppa ngè penza ‘o sole
e tutt’è ‘nnammurate va a scetà.


Catello Nastro

sabato 14 dicembre 2013

Vigilia di Natale 2013

. vigilia di  NATALE 2013

Tra pochi giorni il Santo Natale. Il panettone e lo spumante oramai sono alla portata di tutti. Anche di quelli che non lo possono comperare in offerta speciale al supermercato. Tanto ci sta sempre qualcuno che te lo regala. Personalmente preferisco un piatto di spaghetti coi lupini, frutti di mare che costano molto meno delle più richieste vongole. Il prezzemolo fresco non deve mancare perché rende la modesta pietanza più bella e ricca. Naturalmente stiamo parlando del pranzo o del cenone della vigilia di Natale. Tavola apparecchiata con la tovaglia artisticamente ed artigianalmente ricamata dalla nonna tanti anni fa e come centro tavola il peretto di vino. Non importa se bianco o rosso. Basta che sia fatto in casa da questo o quel parente. Dopo gli spaghetti coi lupini, poiché siamo in vigilia, si prosegue col pesce. Baccalà fritto o in tante altre maniere o una bella frittura di alici  appena pescate  dei mari del Cilento. Pane fatto in casa il giorno prima alla maniera antica, cotto nel forno a legna. Una passatina di casericotta di puro latte di capra e per finire dolci natalizi caratteristici del Cilento. I migliori, a mio avviso sono “li “scauratieddi” che richiedono molta mano d’ opera  ma sono i migliori di tutta la gastronomia cilentana. Le aziende agrituristiche del loco fanno o gara a offrirfli buoni, secondo la tradizione, per prendere per la gola gli ospiti del Cilento nelle vacanza invernali o estive . Dei vini non me parliamo perché sono tra i migliori del mondo ed anche se volete entrare nel mondo dei superalcolici, vi consiglio la grappa di castagne della colline di Palinuro. E dopo la grappa il pranzo è finito. Mi sembra che basti anche per stomaci capienti. L’enogastronomia è uno dei tanti motivi per venire nel Cilento. Se qualcuno dovesse riscontrare il contrario faccia reclamo all’ufficio personale: catellonastro@gmail. com  oppure alla pagine di Catello Nastro su Facebook. Risposta garantita. Auguri e buon Natale a tutti ed anche felice anno nuovo 2014.


Catello Nastro anche a nome della Famiglia Cilentana

domenica 1 dicembre 2013

Così vedo la fine...

COSI’ VEDO LA FINE
di Augusto De Conciliis
di Prignano Cilento

Da tempo non riesco a riposare,
da quando una visione mi ossessiona,
Dio voglia che non sia realtà
Ma sia il mio cervello che non  ragiona.
Vedo la terra un rogo diventare
Ove l’umanità la si dimena
cercando scampo da quell’orrendo foco
I monti par che si vogliono accasciare,
tutto brucia, brucia anche il mare,
nulla più rimane sulla terra,
tutto è finito, tutto è incenerito.
Vedo il sole diventare opaco,
la terra freddarsi lentamente
il ghiaccio che man mano si stende
dove ieri il gregge pascolava.
Sento grida venir da loco strano,
cerco di capir la provenienza…
e poi capisco!
E’ gente rifugiata  per non morir bruciata,
corro in loco per dare loro aiuto,
ma nulla posso fare per salvarli.
Il fuoco ha sigillato quella buca.
Beati voi che nulla avete visto
chi mai può spiegarsi com’è triste
veder la terra com’è diventata.
Mentre m’allontano da quel luogo
ove quella gente è sotterrata,
cerco di capire l’accaduto,
cerco di capire chi l’ha  provocato.
L’uomp è vanitoso, pazzo, non ha coscienza,
però la massima colpa è della scienza!!!
Augusto De Conciliis
(Poeti del Cilento)

COSI' VEDO LA FINE