Le poesie del Terzo Millennio di Catello Nastro, in italiano e dialetto cilentano.
giovedì 28 aprile 2011
domenica 24 aprile 2011
La Centrale Nucleare a Paestum
Idee balzane cilentane
LA CENTRALE NUCLEARE NELLA PIANA DEL SELE
Innanzitutto penso che questa proposta sia stata fatta da qualcuno che, come lo scrivente, talvolta si trova a corto di argomenti e ne inventa, di proposito, alcuni che non hanno motivo non solo di esistere, ma anche di essere proposti. Nella Piana del Sele esiste il turismo archeologico, il turismo balneare, il turismo rurale nei paesi collinari, naturalmente, il turismo religioso, il turismo enogastronomico e tutti gli altri tipi di turismo che una normale guida turistica possa riportare. Il Museo, l’area archeologica, la basilica paleocristiana, le Trabe, il Getsemani, la Madonna del Granato sono solo alcune delle tappe che nessun turista può ignorare. Gli alberghi dell’antica Poseidonia sono di tutte le stelle, il che significa anche che sono per tutte le tasche. Benvenuto il turismo miliardario, ma benvenuto anche il turismo della terza età o quello scolastico nella bassa stagione. I commercianti della vicina Agropoli si lamentano sovente che “l’estate si è ristretta”. Cosa significa? Semplicemente che a Paestum il turismo dura quasi tutto l’anno, ad Agropoli solamente pochi mesi. E, credetemi, cari lettori, non è solo una questione culturale, ma una questione di puro e semplice carattere imprenditoriale. Un vecchio motto napoletano così recita” Ha miso ‘na fravececa ‘e sgarzette addò nasceno ‘e creature senza capo”. Tradotto significa, o potrebbe significare che un persona è così stupida di aver impiantato una fabbrica di cappellini per bambini in un paese dove nascono i bambini senza testa.” Dopo questa lugubre osservazione veniamo al dunque. Una centrale nucleare nel Cilento o nella Piana del Sele è possibile? No! No! Assolutamente no! E perché si chiederà a questo punto il lettore attento ed oculato. Per i seguenti motivi:
1) Il Cilento e la Piana del Sele rappresentano un sito archeologico, storico e culturale di fama nazionale ed internazionale.
2) Il Cilento e la Piana del Sele sono un sito soggetto a fenomeni sismici e fenomeni di dissesto idrogeologico.
3) Il Cilento e la Piana del Sele, pur avendo subito una forte speculazione edilizia che ne hanno deturpato il paesaggio, rimane ancora un territorio pulito esente da imbarbarimento sociale dovuto a quartieri ghettizzati o periferie emarginate dal contesto socio-culturale del paese.
4) Il Cilento e la Piana del Sele rappresentano una parte della provincia di Salerno che ha visto una larga diffusione della raccolta differenziata. Oltre a paesi collinari, mi riferisco ai tre maggiori centri: Capaccio, Agropoli, e anche Vallo della Lucania. Non dimentichiamo che nella Guida turistica della Michelin di ottanta anni fa, Vallo della Lucania viene riportato come paese turistico.
5) L’enogastronomia del Cilento e della Piana del Sele stanno raggiungendo vette altissime nelle guide di enogastronomia nazionali ed internazionali. La valorizzazione dei prodotti genuini della nostra terra sta assurgendo a livelli mai visti primi. Carciofi, finocchi, fagioli, ceci, vini, ortaggi, paste, dolciumi, salumi e formaggi, sono tutti di alta qualità ed apprezzati in tutte le tavole.
6) Le Sagre enogastronomiche del territorio richiamano annualmente migliaia di visitatori e buongustai che apprezzano anche musica e canzoni cilentane della tradizione, modernizzate e riproposte ad un pubblico sempre più esigente, da grossi artisti ( non riporto alcun nome per non fare torto a qualcuno avendolo dimenticato). Ma basta cercarli su YouTube per rendersi conto dell’alto livello artistico e culturale dei suddetti.
7) Il Cilento e la Piana del Sele, una volta oggetto e succube di un odioso quanto iniquo caporalato, hanno un livello di occupazione nel settore agricolo, dell’allevamento ( bafalino in particolare) che produce una mozzarella unica al mondo e prelibata e conosciuta anche nei paesi dell’estremo oriente.
8) Il Cilento e la Piana del Sele, pur conoscendo episodi di malavita generica, certamente non sono al livello di altre zone a nord o a sud del territorio in questione.
9) Pur non rappresentando “l’isola felice” dell’Italia Meridionale, il territorio è un faro nel mondo del terzo millennio.
10) Col nucleare questo faro non sarà meglio illuminato: verrà spento inesorabilmente. Distruggendo quello che gli antichi padri hanno costruito lottando contro i parassiti baroni ed i Borboni, loro complici, in una lotta impari che comunque ha dato i suoi risultati nel 1821, nel 1828, nel 1841, nel 1848.
Il Cilento e la Piana del Sele stanno bene così. Nucleare: no grazie!!!
Catello Nastro
LA CENTRALE NUCLEARE NELLA PIANA DEL SELE
Innanzitutto penso che questa proposta sia stata fatta da qualcuno che, come lo scrivente, talvolta si trova a corto di argomenti e ne inventa, di proposito, alcuni che non hanno motivo non solo di esistere, ma anche di essere proposti. Nella Piana del Sele esiste il turismo archeologico, il turismo balneare, il turismo rurale nei paesi collinari, naturalmente, il turismo religioso, il turismo enogastronomico e tutti gli altri tipi di turismo che una normale guida turistica possa riportare. Il Museo, l’area archeologica, la basilica paleocristiana, le Trabe, il Getsemani, la Madonna del Granato sono solo alcune delle tappe che nessun turista può ignorare. Gli alberghi dell’antica Poseidonia sono di tutte le stelle, il che significa anche che sono per tutte le tasche. Benvenuto il turismo miliardario, ma benvenuto anche il turismo della terza età o quello scolastico nella bassa stagione. I commercianti della vicina Agropoli si lamentano sovente che “l’estate si è ristretta”. Cosa significa? Semplicemente che a Paestum il turismo dura quasi tutto l’anno, ad Agropoli solamente pochi mesi. E, credetemi, cari lettori, non è solo una questione culturale, ma una questione di puro e semplice carattere imprenditoriale. Un vecchio motto napoletano così recita” Ha miso ‘na fravececa ‘e sgarzette addò nasceno ‘e creature senza capo”. Tradotto significa, o potrebbe significare che un persona è così stupida di aver impiantato una fabbrica di cappellini per bambini in un paese dove nascono i bambini senza testa.” Dopo questa lugubre osservazione veniamo al dunque. Una centrale nucleare nel Cilento o nella Piana del Sele è possibile? No! No! Assolutamente no! E perché si chiederà a questo punto il lettore attento ed oculato. Per i seguenti motivi:
1) Il Cilento e la Piana del Sele rappresentano un sito archeologico, storico e culturale di fama nazionale ed internazionale.
2) Il Cilento e la Piana del Sele sono un sito soggetto a fenomeni sismici e fenomeni di dissesto idrogeologico.
3) Il Cilento e la Piana del Sele, pur avendo subito una forte speculazione edilizia che ne hanno deturpato il paesaggio, rimane ancora un territorio pulito esente da imbarbarimento sociale dovuto a quartieri ghettizzati o periferie emarginate dal contesto socio-culturale del paese.
4) Il Cilento e la Piana del Sele rappresentano una parte della provincia di Salerno che ha visto una larga diffusione della raccolta differenziata. Oltre a paesi collinari, mi riferisco ai tre maggiori centri: Capaccio, Agropoli, e anche Vallo della Lucania. Non dimentichiamo che nella Guida turistica della Michelin di ottanta anni fa, Vallo della Lucania viene riportato come paese turistico.
5) L’enogastronomia del Cilento e della Piana del Sele stanno raggiungendo vette altissime nelle guide di enogastronomia nazionali ed internazionali. La valorizzazione dei prodotti genuini della nostra terra sta assurgendo a livelli mai visti primi. Carciofi, finocchi, fagioli, ceci, vini, ortaggi, paste, dolciumi, salumi e formaggi, sono tutti di alta qualità ed apprezzati in tutte le tavole.
6) Le Sagre enogastronomiche del territorio richiamano annualmente migliaia di visitatori e buongustai che apprezzano anche musica e canzoni cilentane della tradizione, modernizzate e riproposte ad un pubblico sempre più esigente, da grossi artisti ( non riporto alcun nome per non fare torto a qualcuno avendolo dimenticato). Ma basta cercarli su YouTube per rendersi conto dell’alto livello artistico e culturale dei suddetti.
7) Il Cilento e la Piana del Sele, una volta oggetto e succube di un odioso quanto iniquo caporalato, hanno un livello di occupazione nel settore agricolo, dell’allevamento ( bafalino in particolare) che produce una mozzarella unica al mondo e prelibata e conosciuta anche nei paesi dell’estremo oriente.
8) Il Cilento e la Piana del Sele, pur conoscendo episodi di malavita generica, certamente non sono al livello di altre zone a nord o a sud del territorio in questione.
9) Pur non rappresentando “l’isola felice” dell’Italia Meridionale, il territorio è un faro nel mondo del terzo millennio.
10) Col nucleare questo faro non sarà meglio illuminato: verrà spento inesorabilmente. Distruggendo quello che gli antichi padri hanno costruito lottando contro i parassiti baroni ed i Borboni, loro complici, in una lotta impari che comunque ha dato i suoi risultati nel 1821, nel 1828, nel 1841, nel 1848.
Il Cilento e la Piana del Sele stanno bene così. Nucleare: no grazie!!!
Catello Nastro
giovedì 21 aprile 2011
Al Centro Sociale Polivalente di Agropoli
Al CSP di Agropoli
SERATA DI SOLIDARIETA’ E DI AUGURI DI BUONA PASQUA
Mercoledì 20 aprile 2011, nei saloni d’ingresso del Centro Sociale Polivalente “Città di Agropoli”, serata per lo scambio degli auguri di Pasqua. Ma questa è stata l’occasione non solo per riunirsi, ma anche per stare assieme e socializzare dalle ore 18 alle ore 21. Hanno presenziato il Sindaco di Agropoli avvocato Franco Alfieri, il vicesindaco ing. Mauro Inverso, l’assessore alla Solidarietà Sociale dottor Angelo Coccaro, il giornalista Lorenzo Barone, Presidente del CSP, il vice presidente prof. Catello Nastro, l’ex presidente signora Dora Capaldo, il prof. Antonio Infante, presidente della Libera Università di arte, lettere, musica e storia onlus di Agropoli. Dopo il saluto del sindaco, del vicesindaco e dell’assessore, il professore Catello Nastro, in riconoscimento per l’impegno profuso dai volontari della Croce Rossa Italiana a favori dei frequentatori del Centro, ha consegnato al signor Di Matteo, delegato, una gigantografia di un documento di guerra della CRI risalente al 1943. Una gigantografia della prima edizione de “I dolci natalizi delle nonne del Cilento” è stata consegnata per essere esposta nel salone d’ingresso del CSP cittadino alla signora Dora Capaldo animatrice, con una dozzina di socie del Sodalizio agropolese, della più famosa manifestazione degli ultimi anni definita dalla stampa locale “Glicemia party”, naturalmente per il suo apporto calorico e glicemico. Nella seconda parte della manifestazione, il Sindaco Alfieri ha mostrato la delibera per l’intitolazione di una piazzetta al poeta cilentano scomparso Giuseppe Volpe. Presenti alla manifestazione la vedova, il figlio ed una nipote che hanno declamato delle poesie in dialetto cilentano tratte dal suo libro “Penso e dico”. Vari i poeti e le poetesse presenti in sala che hanno reso il dovuto omaggio allo scomparso declamando liriche dello stesso o anche proprie. Il poeta Landolfi ha declamato due sue liriche che affrontavano i problemi sociali attuali riscuotendo applausi ed unanimi consensi. Alla fine, il buffet, allestito da Franco Spinelli ed Angelo Astone, con salumi e formaggi della nostra terra e vino prettamente cilentano, ampiamente degustato dagli astanti. Ha intervallato, in maniera canora, la simpatica manifestazione, il nonno civico tenore Pinuccio De Feo che ha dedicato al sindaco la canzone “Torna a Surriento”. Tutti presenti, escluso uno, i membri del direttivo: Barone, Nastro, Capaldo, Spinelli, Astone, Tarantino, Abeti, Colucci. Lo scambio degli auguri di Buona Pasqua ha concluso la simpaticissima serata.
Agropolicultura.blogspot.com
SERATA DI SOLIDARIETA’ E DI AUGURI DI BUONA PASQUA
Mercoledì 20 aprile 2011, nei saloni d’ingresso del Centro Sociale Polivalente “Città di Agropoli”, serata per lo scambio degli auguri di Pasqua. Ma questa è stata l’occasione non solo per riunirsi, ma anche per stare assieme e socializzare dalle ore 18 alle ore 21. Hanno presenziato il Sindaco di Agropoli avvocato Franco Alfieri, il vicesindaco ing. Mauro Inverso, l’assessore alla Solidarietà Sociale dottor Angelo Coccaro, il giornalista Lorenzo Barone, Presidente del CSP, il vice presidente prof. Catello Nastro, l’ex presidente signora Dora Capaldo, il prof. Antonio Infante, presidente della Libera Università di arte, lettere, musica e storia onlus di Agropoli. Dopo il saluto del sindaco, del vicesindaco e dell’assessore, il professore Catello Nastro, in riconoscimento per l’impegno profuso dai volontari della Croce Rossa Italiana a favori dei frequentatori del Centro, ha consegnato al signor Di Matteo, delegato, una gigantografia di un documento di guerra della CRI risalente al 1943. Una gigantografia della prima edizione de “I dolci natalizi delle nonne del Cilento” è stata consegnata per essere esposta nel salone d’ingresso del CSP cittadino alla signora Dora Capaldo animatrice, con una dozzina di socie del Sodalizio agropolese, della più famosa manifestazione degli ultimi anni definita dalla stampa locale “Glicemia party”, naturalmente per il suo apporto calorico e glicemico. Nella seconda parte della manifestazione, il Sindaco Alfieri ha mostrato la delibera per l’intitolazione di una piazzetta al poeta cilentano scomparso Giuseppe Volpe. Presenti alla manifestazione la vedova, il figlio ed una nipote che hanno declamato delle poesie in dialetto cilentano tratte dal suo libro “Penso e dico”. Vari i poeti e le poetesse presenti in sala che hanno reso il dovuto omaggio allo scomparso declamando liriche dello stesso o anche proprie. Il poeta Landolfi ha declamato due sue liriche che affrontavano i problemi sociali attuali riscuotendo applausi ed unanimi consensi. Alla fine, il buffet, allestito da Franco Spinelli ed Angelo Astone, con salumi e formaggi della nostra terra e vino prettamente cilentano, ampiamente degustato dagli astanti. Ha intervallato, in maniera canora, la simpatica manifestazione, il nonno civico tenore Pinuccio De Feo che ha dedicato al sindaco la canzone “Torna a Surriento”. Tutti presenti, escluso uno, i membri del direttivo: Barone, Nastro, Capaldo, Spinelli, Astone, Tarantino, Abeti, Colucci. Lo scambio degli auguri di Buona Pasqua ha concluso la simpaticissima serata.
Agropolicultura.blogspot.com
martedì 19 aprile 2011
Lu' munacieddo re Laureana
15 – LU MUNACIEDDO RE LAUREANA
Rint’à ‘na casaredda re campagna,
‘ngè stia sola sola
‘na vicchiaredda,
ca’ tenìa pe’ compagnia
‘nu quatto niuro
ca se chiammava Geremia.
E siccome la notti
uatti uatti
assìa lu’ uatti,
cercanno a tutte ll’ora
‘na miciodda ca stia ‘ncalori,
la vichiaredda senza penzari
ra lu sanapurcedde
lu facette castrari.
Nu’ beddu juorno
s’appresentao lu munacieddo,
ch’assìa ra la casa
re Santu Martino,
re primmo matino,
‘na vota a lu mese
pe’ fa contento a quarcheruno
re lu paese.
“ Chiedimi tutto quello che cerchi,
che io esaudisco solamente
quello che vuoi in un solo momento.”
“ M’ara trasformare sta catapecchia
cu’ ‘na reggia,
chesti pezze ca’ porto ‘ncuoddo
cu’ ‘nu vistito e riggina,
e chiro uatto ‘nu principo vicino.”
“Vecchia dammi solo un momento,
che preparo un testamento,
e tutto quello che hai cercato
in un solo momento ti sarà dato!!!”
Aroppa a ‘nu poco
lu’ munacieddo scumparette
e la vicchiaredda se truao reggina
cu’ lu principo azzurro vicino.
La reggina se stava p’avvicinari
ma lu’ principe la facette fermari:
“Tempo fa m’ha fatto castrari,
e mo’ nun tengo niente a te dari!!!”
Catello Nastro
TRADUZIONE
In una casetta di campagna viveva sola soletta una vecchietta che aveva per compagnia un gatto nero che si chiamava Geremia. Un giorno andò a trovarlo il “munacieddo”, un mago buono della tradizione popolare dei racconti delle nonne. “Buona donna, chiedimi tutto quello che vuoi ed io esaudirò tutti i tuoi desideri”. La vecchietta non se lo fece ripetere due volte: “ Per prima devi trasformare questa catapecchia in una reggia, devi trasformare questi stracci in un vestito da regina e devi trasformare il gatto nel mio principe azzurro!”. Il munacieddo le disse di aspettare pochi istanti che avrebbe preparato tutto. Così avvenne e poco dopo scomparve. La vecchia, trasformata in regina si fece per avvicinare al giovane principe ma questo, reso inservibile proprio da lei sessualmente, rispose: “ Prima mi hai fatto castrare…Ora non ho niente da darti!!!”
Rint’à ‘na casaredda re campagna,
‘ngè stia sola sola
‘na vicchiaredda,
ca’ tenìa pe’ compagnia
‘nu quatto niuro
ca se chiammava Geremia.
E siccome la notti
uatti uatti
assìa lu’ uatti,
cercanno a tutte ll’ora
‘na miciodda ca stia ‘ncalori,
la vichiaredda senza penzari
ra lu sanapurcedde
lu facette castrari.
Nu’ beddu juorno
s’appresentao lu munacieddo,
ch’assìa ra la casa
re Santu Martino,
re primmo matino,
‘na vota a lu mese
pe’ fa contento a quarcheruno
re lu paese.
“ Chiedimi tutto quello che cerchi,
che io esaudisco solamente
quello che vuoi in un solo momento.”
“ M’ara trasformare sta catapecchia
cu’ ‘na reggia,
chesti pezze ca’ porto ‘ncuoddo
cu’ ‘nu vistito e riggina,
e chiro uatto ‘nu principo vicino.”
“Vecchia dammi solo un momento,
che preparo un testamento,
e tutto quello che hai cercato
in un solo momento ti sarà dato!!!”
Aroppa a ‘nu poco
lu’ munacieddo scumparette
e la vicchiaredda se truao reggina
cu’ lu principo azzurro vicino.
La reggina se stava p’avvicinari
ma lu’ principe la facette fermari:
“Tempo fa m’ha fatto castrari,
e mo’ nun tengo niente a te dari!!!”
Catello Nastro
TRADUZIONE
In una casetta di campagna viveva sola soletta una vecchietta che aveva per compagnia un gatto nero che si chiamava Geremia. Un giorno andò a trovarlo il “munacieddo”, un mago buono della tradizione popolare dei racconti delle nonne. “Buona donna, chiedimi tutto quello che vuoi ed io esaudirò tutti i tuoi desideri”. La vecchietta non se lo fece ripetere due volte: “ Per prima devi trasformare questa catapecchia in una reggia, devi trasformare questi stracci in un vestito da regina e devi trasformare il gatto nel mio principe azzurro!”. Il munacieddo le disse di aspettare pochi istanti che avrebbe preparato tutto. Così avvenne e poco dopo scomparve. La vecchia, trasformata in regina si fece per avvicinare al giovane principe ma questo, reso inservibile proprio da lei sessualmente, rispose: “ Prima mi hai fatto castrare…Ora non ho niente da darti!!!”
domenica 17 aprile 2011
CULTURA A SALERNO
Cultura a Salerno
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FULVIO IZZO
Sabato 16 aprile 2011, con inizio alle ore 17,30, nei saloni di “SPAZIO DONNA” in Piazza Ferrovia, a Salerno, è stato presentato il libro di Fulvio Izzo “Ottantavogliadiparlare”. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione artistico culturale “ALBATROS” di Salerno, dalla Libera Università Internazionale di Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus, dalla Presidenza del Centro Sociale Polivalente di Agropoli, dallo Studio d’Arte e Cultura “CATELLO NASTRO” di Agropoli e da “SPAZIO DONNA” di Salerno. Hanno portato i saluti Valentina Marrandino,poetessa e pittrice, presidente di Albatros, Catello Nastro, poeta, scrittore e critico d’arte, vicepresidente del CSP della cittadina capoluogo del Cilento, Lorenzo Barone, giornalista e Presidente del Centro Sociale Polivalente di Agropoli , il professore Luigi Crescibene, cultore e scrittore, Antonio Infante, storico del Cilento e Presidente della Libera Università Internazionale, Fulvio Izzo, scrittore ed autore del libro che hanno relazionato ampiamente sulla interessante pubblicazione nata da un connubio tra lo scritto cartaceo e quello informale. Interessanti le relazioni del Crescibene e di Infante, che hanno fatto una approfondita analisi della originalità del volume di Fulvio Izzo di Pagani. La serata è stata allietata dalla voce del soprano Marisa De Silva e dal tenore Pinuccio De Feo, accompagnati dalla chitarra di Paolo Monizzi. Un rinfresco offerto dall’autore del libro ha completato una serata che ha visto la partecipazione di grosse personalità del mondo dell’arte e della cultura di Salerno ed anche parte della provincia.
Lorenzo Barone
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FULVIO IZZO
Sabato 16 aprile 2011, con inizio alle ore 17,30, nei saloni di “SPAZIO DONNA” in Piazza Ferrovia, a Salerno, è stato presentato il libro di Fulvio Izzo “Ottantavogliadiparlare”. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione artistico culturale “ALBATROS” di Salerno, dalla Libera Università Internazionale di Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus, dalla Presidenza del Centro Sociale Polivalente di Agropoli, dallo Studio d’Arte e Cultura “CATELLO NASTRO” di Agropoli e da “SPAZIO DONNA” di Salerno. Hanno portato i saluti Valentina Marrandino,poetessa e pittrice, presidente di Albatros, Catello Nastro, poeta, scrittore e critico d’arte, vicepresidente del CSP della cittadina capoluogo del Cilento, Lorenzo Barone, giornalista e Presidente del Centro Sociale Polivalente di Agropoli , il professore Luigi Crescibene, cultore e scrittore, Antonio Infante, storico del Cilento e Presidente della Libera Università Internazionale, Fulvio Izzo, scrittore ed autore del libro che hanno relazionato ampiamente sulla interessante pubblicazione nata da un connubio tra lo scritto cartaceo e quello informale. Interessanti le relazioni del Crescibene e di Infante, che hanno fatto una approfondita analisi della originalità del volume di Fulvio Izzo di Pagani. La serata è stata allietata dalla voce del soprano Marisa De Silva e dal tenore Pinuccio De Feo, accompagnati dalla chitarra di Paolo Monizzi. Un rinfresco offerto dall’autore del libro ha completato una serata che ha visto la partecipazione di grosse personalità del mondo dell’arte e della cultura di Salerno ed anche parte della provincia.
Lorenzo Barone
OPERETTA A SCAFATI
Scafati
AL TEATRO SAN FRANCESCO DA PAOLA
Domenica 12 giugno 2011, al Teatro San Francesco da Paola di Scafati, in provincia di Salerno, con inizio alle ore 20, verrà rappresentata l’operetta “Il fermaglio” di Enzo Giordano tratta dal racconto in prosa di Marina Sole “ Lo scroccone”. Biglietto €.10,00. Pullman gratuito. L’evento viene proposto dal Comitato organizzatore e dalla Associazione lucana di Salerno. Per informazioni sull’interessante evento telefonare allo 089 750195 oppure 089 701461. Il fervore culturale che pervade tutta la provincia di Salerno, che in questi ultimi tempi, nonostante la crisi, sta vivendo un momento di grandi eventi di ottima qualità, ha toccato questa volta l’operetta che sta trovando sempre di più nuovi adepti e maggiore considerazione da parte del pubblico e delle istituzioni.
Comunicato stampa a cura di
Agropolicultura.blogspot.com
AL TEATRO SAN FRANCESCO DA PAOLA
Domenica 12 giugno 2011, al Teatro San Francesco da Paola di Scafati, in provincia di Salerno, con inizio alle ore 20, verrà rappresentata l’operetta “Il fermaglio” di Enzo Giordano tratta dal racconto in prosa di Marina Sole “ Lo scroccone”. Biglietto €.10,00. Pullman gratuito. L’evento viene proposto dal Comitato organizzatore e dalla Associazione lucana di Salerno. Per informazioni sull’interessante evento telefonare allo 089 750195 oppure 089 701461. Il fervore culturale che pervade tutta la provincia di Salerno, che in questi ultimi tempi, nonostante la crisi, sta vivendo un momento di grandi eventi di ottima qualità, ha toccato questa volta l’operetta che sta trovando sempre di più nuovi adepti e maggiore considerazione da parte del pubblico e delle istituzioni.
Comunicato stampa a cura di
Agropolicultura.blogspot.com
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