E’ BELLO
E’ bello alzarsi la mattina
e guardare negli occhi il mondo,
il fiore che sboccia nel prato,
il bimbo che va all’asilo giocondo.
Una mamma che canta di gioia
e la voce che al cielo si diffonde,
come un inno di ringraziamento,
di amore, di pace al firmamento.
Si da inizio all’opera umana,
aspersa di letizia e buonumore,
senza mai guardare la fronte
cosparsa di liquido sudore.
E’ bello guardare gli altri con amore,
rubare al prossimo normale
che vive silenzioso accanto a noi,
un anonimo sguardo di candore.
Ed uno sguardo si ripete al cielo
ringraziando Iddio del gran dono.
Catello Nastro
Le poesie del Terzo Millennio di Catello Nastro, in italiano e dialetto cilentano.
giovedì 14 giugno 2012
domenica 10 giugno 2012
Riconoscimenti letterari
Nella Sala Consiliare del Comune di Bellizzi
TERZO RICONOSCIMENTO DEL 2012
A CATELLO NASTRO
Sabato 9 giugno 2012, nell’aula consiliare del comune di Bellizzi, uno dei più giovani comuni in provincia di Salerno, a pochi kilometri da Battipaglia, durante una simpatica cerimonia, è stato assegnato al poeta e scrittore Catello Nastro, di Agropoli, un’artistica pergamena ed un medaglione, come finalista di sezione per la partecipazione al Premio letterario “Città di Bellizzi”, per un libro edito di poesie in vernacolo cilentano. A consegnare il riconoscimento è stato proprio l’assessore alla cultura del giovane comune salernitano L’opera presentata in concorso di Catello Nastro, il suo penultimo lavoro letterario, pubblicato in veste economica nella collana “Il Cilento nuovo” ed edito dalla Libera Università Internazionale di Arte, Lettere, Musica e Storia, onlus di Agropoli, dal titolo “POESIE UMORISTICHE ED EROTICHE CILENTANE”. Un argomento poco o per nulla trattato dagli scrittori di cose cilentane, che narra, sotto forma di poesia dialettale cilentana, sebbene con molta approssimazione linguistica, fatti curiosi ed…erotici del passato. Il volumetto , è una ricerca sul mondo dell’umorismo e dell’erotismo nel Cilento tra la fine dell’800 e gli inizi del 900.. Un tema, quindi, non accessibile a tutti e non gradito a certe persone di facile individuazione.. E’ il terzo riconoscimento della variegata produzione letteraria di Catello Nastro, anziano poeta e scrittore cilentano, sebbene di lontane origini napoletane, che non manca, nei suoi scritti, di trattare con verve quasi goliardica temi attuali, morali, sociali, umanitari. Il Premio letterario è stato organizzato dall’Associazione “Bellizzi Arte e Sociale”, dall’Assessorato alla cultura ed alle Pari Opportunità”, dalla rivista di Arte, Cultura e problemi sociale “Miscellanea”, di Michele Melillo, dal Comune di Bellizzi e dalla provincia di Salerno. L’artistica pergamena reca la firma dell’Assessore Teresina Granese, del Presidente Alfonso Mariano, del sindaco Giuseppe Salvioli. Ci congratuliamo col nostro amico per l’ennesimo riconoscimentol.
Renato Volpi
Agropolicultura.blogspot.com
mercoledì 6 giugno 2012
comunicato informativo informatico
COMUNICATO
INFORMATIVO
INFORMATICO
Carissimi amici,
lettori dei miei scritti su supporto informatico. Poiché la tecnologia in internet viaggia molto veloce, per essere sempre aggiornata, faccio presente annotando, che lo scrivente, ultrasettantenne, si sforza al massimo delle sue possibilità umane e delle sue cognizioni in campo informatico, per mantenersi aggiornato sulle innovazioni su quest’ultimo ed interessante, nonché gratuito, supporto non tradizionalmente cartaceo, che non sempre riesce a stare alla pari con gli altri che operano, con lodevole iniziativa, su questa branca comunicativa, mantenendosi sempre aggiornati sulle innovazioni che da Gutemberg ad oggi hanno fatto passi da gigante. Informare ed essere informati sta alla base di questo processo. Poiché lo scrivente è ultrasettantenne, per di più appassionato di antiquariato, sembra quasi un paradosso comunicare secondo i nuovi schemi e le nuove innovazioni. Proprio per questo, chiede venia, se la sua produzione letteraria viene divulgata con un sistema approssimativo, quasi preistorico, in parole povere non aggiornato alle nuove tecnologie. Ragion per cui chiede le attenuanti generiche per ogni azione informatica che ad altri può sembrare elementare, ma allo scrivente, che è partito nell’immediato dopoguerra a scrivere col pennino Umberto I° o Cavallotti, intinto in un calamaio d’inchiostro nero dai dubbi risultati, è costata anni, se non addirittura decenni di studi e di tentativi – sovente falliti – di innovazione tecnologica per meglio far viaggiare il suo pensiero, antico, ma sempre teso al miglioramento ed aggiornato alla evoluzione o involuzione dei tempi moderni ed attuali. Ho scoperto, navigando in questo mare, che ci sono dei naviganti quasi centenari che riescono a fare meglio del sottoscritto. Ma ognuno fa quello che può. Accettatimi come sono e per quello che riesco a fare, nonostante gli sforzi compiuti. Non vi prometto niente per il futuro. Nessuna innovazione tecnologica, ma solo un nuovo messaggio, come al solito, di amore, di pace, di fraternità, di comprensione, di solidarietà. Vi abbraccio tutti e vi saluto caramente ed... alla maniera antica.
Catello Nastro
agropolicultura.blogspot.com
mercoledì 16 maggio 2012
La password della pace
LA PASSWORD DELLA PACE
Non cercare la pace
negli stupidi programmi
della stupida TV,
nei fasulli sceneggiati
con falsi attori camuffati
e provocanti attrici siliconate.
Non cercare la pace
nel tempio affollato
di falsi fedeli increduli,
che predicano bene
e razzolano male
nel loro misero tragitto umano.
Non cercare la pace
nel prezzolato amplesso
con una miserabile puttana,
esponente mistificati orgasmi
in una fasulla sceneggiata
con finti attori di periferia.
La password della pace
si annida solo nel tuo cuore,
quando sei disponibile
al disinteressato contatto umano,
all’amore cosmico, puro,
al contatto con il tuo Dio.
La password della pace
ha un nome semplice: Solidarietà.
Catello Nastro
giovedì 3 maggio 2012
‘O SCURO R’A SERA
Quanno scenne ‘a sera,
se ‘ntruvuleiano rint’a capa
mille male penziere
ca’ nun lasciano arripusà.
‘Nu male ‘e panza,
‘nu male ‘e mola
rint’a notte ponno ‘o suonno
all’intrasatta arravuglià.
‘E penziere addeventene scure,
cchiù scure d’à nuttata
e ‘o cerviello se ‘ntorza
e ininterrottamente te da’ ‘a penza’.
Ma che succere chesta notta scura,
cchiù scura d’o’ penziero d’o’ trapasso,
quanno accummienza a penzà,
ca’ è arrivata l’ora ‘e chistu passo?
E mentre p’ore e ore pienze
a chesti cose strane,
p’à senga r’à fenestra
chiano chiano aesce ‘o juorno.
‘O ciele è azzurro e ‘o sole
già accummenza a cumparì,
illuminanno ‘e piere d’è lenzole,
scarfannete cu’ luce e cu’ calore.
E’ n’ata jurnata ‘e luce,
ringrazianno a Dio Onnipotente!!!
Catello Nastro
TRADUZIONE
La notte apporta mille pensieri cattivi che non lasciano riposare. Anche un mal di pancia o un mal di denti possono contribuire all’insonnia. Arrivi a tal punto che ti sembra quasi arrivata l’ora del trapasso. E mentre trascorri ore ed ore a pensare che è giunto il tuo momento, appare l’alba che illumina i piedi del letto portando luce e calore. E’ GIORNO!!!
mercoledì 18 aprile 2012
Una poesia di Americo Corrente di Cicerale
ANGIOLINA
Angiolina vulìa ‘na vesta,
la vulìa tutta celeste,
la vulìa cu’ li buttuni,
pe’ fa’ colpo cu’ li guagliuni,
ma la sera re’ Carnevale,
Angiolina jette a ballare,
se mangiavo li maccaruni
e se ruppero li buttuni…
Americo Corrente
Cicerale.
martedì 17 aprile 2012
Ecologia caprina...
LA CRAPA CHIANGIULENTE
‘Nu pastore re li culline re lu Celiento,
‘nu juorno purtanno l’animali a pasculare,
verette ‘na crapuscedda arreta
a ‘na chianta re castagna, ca’ chiangìa.
“ Tu ca si’ ccrapa e nun capisci nienti,
nunn’avissa chiangere propeto pe’ nisciuno,
tu hara penzari sulo a fare latte e figli,
pe’ serve pe’ lu’ pranzo re li feste.”
“Lu ssaccio ca pure tu tieni raggione,
ca’ chisto sulo e lu restino nuosto,
sulo chisto è re la crapa lu mestiere
Ma l’auto juorno hao visto ‘nzimm’à stu prato,
‘nu ‘ngigniere cu’ ‘na rullina mmani,
ca’ mmesurava propeto gruosso ‘nu quadrato.
Si acca’ ‘ngè fano ‘na villa pe’ gghire a lu mari,
nuiautre crape addò ne jiamo a pasculare?
Cu lu ccimento manco l’erva cresce.”
Tieni raggione, crapuscedda mia:
ma l’omeno è accussì stupiro
e nun penza a cheri ccose.
Penza sulo a la machina, a la casa grossa,
a la villa cu’ lu’ tirrazzo e la piscina:
ma nun lu ssape ca r’accà facimo la stessa fine.
Catello Nastro
TRADUZIONE dal dialetto cilentano
Un pastore delle colline del Cilento con vista mare, portando i quadrupedi a pascolare in un verde prato, vide una capra che, dietro un castagno piangeva. “Tu che sei una capra stupida non dovresti piangere proprio per nessuno ma pensare solo a fare latte e partorire figli che serviranno come pranzo dei ricchi. ”Osservò il pastore. “Tu hai ragione – riprese la capra. Ma devi sapere che l’altro giorno ho visto un ingegnere con la rullina in mano che prendeva misure per grossi edifici. Se copriranno di cemento queste verde collina, dove andremo a pascolare?” Il pastore capisce il lamento della capra e pensa che l’uomo farà una brutta fine pensando solo al lusso non rispettando la natura.”
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